Camarda, scoppia la battaglia legale per il borgo caro a Giovanni Paolo II

9 Maggio 2023

Il Comune è entrato in possesso delle zone dove si trova anche il santuario dedicato al santo polacco I “separatisti” non ci stanno e fanno ricorso al Tar: chiedono di annullare la delibera del novembre 2022

L’AQUILA. È battaglia legale fra il Comune dell’Aquila e l’amministrazione separata dei Beni di uso civico di Camarda per il possesso dei terreni che sono parte del borgo di San Pietro della Ienca, borgo noto in Italia e in Europa perché ospita il primo santuario dedicato a Papa San Giovanni Paolo II. Il Comune dell’Aquila con una delibera di consiglio comunale votata all’unanimità il 14 novembre 2022 aveva preso atto di una determina dirigenziale della Regione Abruzzo, che risale al 2013, relativa alla «sclassificazione di terre civiche site nella frazione di San Pietro della Jenca» e la «conseguente immissione in possesso al patrimonio comunale dei terreni ricadenti in detta località». Gli usi civici di Camarda ora hanno fatto ricorso al Tar chiedendo l’annullamento di quella delibera di consiglio. Il Comune nei giorni scorsi, con una delibera di giunta, si è costituito «per resistere in giudizio». Nella delibera si legge che «i separatisti di Camarda contestano il mancato coinvolgimento dei naturali della frazione nella procedura di sclassificazione suddetta, avviata dal Comune dell’Aquila nel 2011 e autorizzata dalla Regione Abruzzo con il provvedimento del 2013, rivendicando l’appartenenza del borgo al demanio civico del popolo di Camarda». Tale affermazione, secondo il Comune «risulta priva di qualsivoglia fondamento tenuto conto che, come più volte correttamente sostenuto dal Comune dell’Aquila in occasione dei numerosi contenziosi demaniali già incorsi in passato su detto territorio, il borgo San Pietro della Jenca si configura come castello diruto appartenente ai cives del capoluogo. Tanto premesso, rilevata l’assoluta correttezza dell’operato dell’Ente e la contestuale pretestuosità delle avverse pretese, sussistono valide ragioni per approntare adeguata difesa processuale mediante la costituzione nel giudizio». Il Comune dell’Aquila in tempi recenti ha avviato progetti di valorizzazione del borgo anche in collaborazione con l’Associazione San Pietro della Ienca.
LA STORIA
Secondo gli storici, il primo documento che attesta l’esistenza di San Pietro della Ienca è la bolla pontificia di papa Alessandro III del 24 settembre 1178, in cui viene citata una chiesa “de Genca”. San Pietro partecipò alla fondazione dell’Aquila ricevendo un locale nel quarto di Santa Maria dove edificò la chiesa dei Santi Pietro e Niccolò. In quel momento, il borgo doveva essere particolarmente fiorente tanto da subire, nel 1269, una tassazione doppia rispetto a Camarda, indice di una maggiore ricchezza. Nel secolo successivo, tuttavia, soprattutto a causa dell’inurbamento dell’Aquila, il borgo fu caratterizzato da un progressivo ma inesorabile spopolamento. Nel 1568 il borgo venne annesso a Camarda. Nel 1927, con la Grande Aquila, venne ricompreso sotto la dipendenza dell’Aquila.
GIOVANNI PAOLO II
Giovanni Paolo II, innamorato delle montagne abruzzesi, alla Ienca (alle falde del Gran Sasso) è stato molte volte, in privato, a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso. Ma fu solo alla fine di dicembre del 1995 che il mondo seppe che il papa polacco aveva sostato nel piccolo paese. La notizia fu data il 30 dicembre 1995 dal quotidiano il Centro e poi ripresa dai giornali nazionali anche perché il 25 dicembre del 1995, giorno di Natale, poco dopo mezzogiorno tutti videro in diretta e in mondovisione, un Papa sofferente costretto a interrompere la benedizione Urbi et Orbi. Per questo la notizia del Papa sul Gran Sasso fu qualcosa di più importante rispetto al passato. A vedere il Papa fu Pasquale Corriere che poi fondò l’Associazione San Pietro della Ienca che da allora, come si legge nel sito «cominciò a lavorare alacremente per terminare il restauro della chiesetta (oggi santuario) e per promuovere iniziative in omaggio alla figura del Santo Padre». A San Pietro della Ienca c’è un piccolo museo con oggetti appartenuti a Giovanni Paolo II.
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