Camere di commercio Del Re: inerzia sulla fusione

Il direttore della Cna sollecita un intervento deciso dell’Ente aquilano dopo il blocco dell’operazione dovuto al presidente teramano Lanciotti
L’AQUILA. «Siamo favorevoli alla fusione con Teramo purché sia un'opportunità di sviluppo e soprattutto purché ci sia pari dignità».
Ad affermarlo è il direttore della Cna L'Aquila Agostino Del Re, che, in una conferenza stampa, è intervenuto sulla vicenda della costituenda Camera di commercio del Gran Sasso, che dovrebbe nascere dall’accorpamento tra l’ente camerale aquilano e quello teramano. Proprio quando sembrava che la fusione fosse cosa fatta, Teramo, qualche mese fa (era aprile), si è tirata momentaneamente indietro sospendendo l’iter, che era già in una fase avanzata. Un dietrofront dietro il quale si nasconderebbero dispute sulle sedi e la governance del nuovo soggetto camerale. Da allora è subentrata una fase di stallo ancora in corso, tanto che, a inizio ottobre, l’assessore regionale alle Attività produttive Mauro Febbo ha mandato un ultimatum a Gloriano Lanciotti, presidente della Camera di commercio di Teramo: o viene revocata la delibera con cui è stato dato il via libera alla fusione oppure il presidente della Regione Marsilio firmerà il decreto che sancirà l’istituzione dell’ente camerale unico. Secondo Del Re, in questa fase di stasi, la Camera dell’Aquila starebbe troppo sulla difensiva, dimostrando un atteggiamento poco propositivo.
«Ci vorrebbe più determinazione», osserva Del Re, che ha mostrato una lettera scritta il 3 ottobre dal presidente Lorenzo Santilli al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, nella quale c'è scritto che «la situazione di stallo non consente agli organi istituzionali di questa Camera di commercio di svolgere la propria attività al meglio, soprattutto in termini di programmazione delle iniziative per il sistema delle imprese e del territorio».
Ma per Del Re la Camera di commercio dell’Aquila «non può accusare Teramo per questa inerzia. Prova ne siano i 26 mila euro che Unioncamere le aveva assegnato nell'ambito del fondo di solidarietà per le aree colpite dal terremoto del Centro Italia per promuovere bandi a sostegno delle piccole e medie imprese, soldi mai spesi e tornati indietro; la mancata ricostruzione della sede su corso Vittorio Emanuele (quella accanto al palazzo in cui hanno recentemente riaperto le poste); l'immobilismo e la mancanza di iniziative», prosegue Del Re, «che si sono registrati in occasione del decennale». Del Re ha ribadito che «la Cna vede con favore la fusione, ma inizia a nutrire dei dubbi sulla volontà della Camera di commercio di Teramo di portarla a termine, visto che lo scorso 14 ottobre il presidente Lanciotti ha messo la propria firma in calce a due lettere – una indirizzata a Patuanelli e l’altra al presidente di Unioncamere Sangalli – con cui alcuni enti camerali interessati dagli accorpamenti chiedevano un ripensamento di tutto il riordino».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

