Campomizzi, rischio chiusura per la residenza universitaria

23 Maggio 2015

L’allarme è dell’Udu: la Regione dia un segnale di interesse nei confronti degli studenti e porti a termine al più presto il rinnovo del comodato d’uso col ministero della Difesa

L’AQUILA. La residenza universitaria Campomizzi rischia la chiusura. A lanciare l'allarme sono gli studenti dell'Unione degli universitari (Udu) che chiedono una presa di responsabilità da parte della Regione. Si risolverà il prossimo settembre, infatti, il comodato d'uso che assegna la Campomizzi, di proprietà del demanio militare, all'Azienda diritto agli studi universitari dell'Aquila. «Lo scorso primo aprile, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e il sindaco Massimo Cialente, si sono incontrati a Roma nella sede ministeriale, per affrontare il tema delle aree militari cittadine» scrivono in una nota i ragazzi «all’indomani dell’incontro il primo cittadino del capoluogo abruzzese ha ritenuto di tranquillizzare gli studenti universitari sul proseguimento della convenzione per la residenza, vista l'assoluta comprensione mostrata dal ministro». Cialente, infatti, aveva assicurato che la Campomizzi sarebbe rimasta disponibile «sino al momento in cui, finalmente, l'Adsu avrà realizzato la nuova sede della Casa dello studente». Alle parole però non sono seguiti i fatti. «A quasi due mesi nessun atto ufficiale è stato siglato e l’attuale accordo di comodato d’uso è prossimo alla scadenza» prosegue l'Udu «questo porta al rischio oggettivo di perdita dell’unica residenza universitaria pubblica della nostra città. La Campomizzi è stata ottenuta dalle battaglie che gli studenti fecero nel post-sisma e da allora ha svolto un ruolo importantissimo nel calmieramento del mercato degli affitti, permettendo così a molti studenti di avere una dignitosa vita universitaria. La sua perdita sarebbe una presa in giro e ridurrebbe la “città universitaria” ad un mero slogan. Chiediamo che la Regione» concludono «inizi a dare un segnale in interesse nei confronti degli studenti impegnandosi a portare al termine al più presto il rinnovo del comodato d’uso con il ministero della Difesa. Non farlo sarebbe un attacco gravissimo ai diritti di studentesse e studenti».

Michela Corridore