Campotosto, Sos del sindaco: «La scossa di oggi ha aggravato le lesioni delle case inagibili»

4 Dicembre 2017

Oggi il sopralluogo di Cannavicci e dei tecnici comunali dopo il sisma di magnitudo 4.0 con epicentro Amatrice. In paese è tornato il terrore: «Emergenza infinita, siamo sotto un treno»

CAMPOTOSTO. «Stamani con i tecnici comunali abbiamo fatto un sopralluogo speditivo molto veloce e abbiamo verificato che la scossa di questa notte ha causato un aggravamento di lesioni già esistenti nelle case inagibili. Comunque, non ci sono stati crolli. Anche per la neve, il gelo e il freddo, nessuno è uscito fuori dalle case agibili e dai map. Nonostante la scossa sia stata avvertita distintamente e la paura sia tornata a farla da padrone tra di noi». Così il sindaco di Campotosto (L'Aquila), Luigi Cannavicci, facendo il punto sulle conseguenze della scossa di magnitudo 4.0 che ha avuto come epicentro Amatrice (Rieti). Cannavicci, primo cittadino di un paese già colpito dal sisma dell'Aquila del 2009 e da quelli del 2016 e di quest'anno, spiega «senza voler fare polemica», di essere stato contattato dalla Protezione civile regionale e dall'Ufficio speciale per la ricostruzione del comuni del cratere (Usrc), ma che nessuna istituzione ha fatto visita nel comune e nelle frazioni.

Torna il terremoto, scossa 4.0 sentita anche in Abruzzo

«Siamo sotto a un treno, all'emergenza si aggiunge emergenza. Non c'è soluzione di continuità: la scossa di questa notte ci ha riportati nel tunnel del terrore - continua Cannavicci che abita in una casa in muratura - Pensavamo di essere tornati alla normalità con l'inaugurazione della struttura donata dall'Associazione nazionale Alpini. Invece, ci siamo ritrovati a gestire una nuova emergenza con una scossa e una temperatura di sei gradi sotto lo zero». A Campotosto e nelle frazioni prima del terremoto dell'Aquila erano residenti circa 600 persone: in questo momento circa 200 vivono nei moduli abitativi provvisori (map), circa 60 in case tornate agibili e una sessantina tra L'Aquila e Scoppito.

I sismologi: la sequenza sismica non è ancora finita. È ancora attivo lo sciame sismico che si è risvegliato il 24 agosto 2016 nell'Italia centrale e che oggi è tornato a scuotere Amatrice. «Tutta la zona è ancora attiva, non consideriamo la sequenza finita», ha osservato la sismologa Lucia Margheriti, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). La terra ha tremato nella notte, alle ore 00:34 italiane. Il terremoto, di magnitudo 4.0, è avvenuto alla profondità di 8 chilometri ed è stato risentito in tutta l'Italia centrale, probabilmente amplificato a Est dalla struttura geologica che caratterizza la zona fino alla costa Adriatica e, a Ovest, dai depositi alluvionali della Valle del Tevere. Lo indicano chiaramente le mappe elaborate dal servizio «Hai sentito il terremoto?» dell'Ingv. Nelle mappe colpiscono i pochi contatti nelle zone dell'epicentro, ha osservato la sismologa: «questo di solito accade quando avvengono terremoti molto forti. In questo caso, invece, è un segno che nelle zone colpite la vita non è ripresa in modo normale». Anche questo terremoto, come tutti gli altri legati a questa sequenza, è stato generato da un meccanismo di tipo estensionale, una sorta di 'stiramentò della crosta terrestre in corrispondenza dell'Appennino con un conseguente allargamento dell'Italia Centrale. La magnitudo era stata inizialmente calcolata in automatico in 4,2 (magnitudo locale). Come sempre avviene, sono stati eseguiti ulteriori calcoli dai sismologi che hanno indicato la magnitudo in 4,0 (magnitudo momento). Era dal 20 luglio 2017 che nella zona interessata dalla sequenza del 24 agosto 2016 non si registrava un terremoto di questa magnitudo, ha rilevato Margheriti, riferendosi al sisma di magnitudo di 4,2 avvenuto a 3 chilometri da Campotosto. «Non stupisce che la sequenza del 24 agosto sia ancora attiva», ha detto ancora, perché il sisma più forte di quella sequenza, quello di magnitudo 6.5 avvenuto il 30 ottobre 2016, è stato il più violento registrato in Italia dopo il terremoto in Irpinia del 1980. «Considerando la densità dell'attuale rete di rilevamento non sorprende che continuiamo a registrare una generale attività in quella zona». Non stupisce nemmeno, quindi, l'arrivo di una scossa significativa come quella avvenuta nella notte fra il 3 e il 4 dicembre ad Amatrice, «né sorprende che la sismicità continui a essere attiva a distanza di un anno». Questo significa che «l'attenzione va mantenuta alta», ha concluso la sismologa riferendosi ai lavori per la ricostruzione.