Campus di Pizzoli, il pm insiste: demolire le undici palazzine

3 Aprile 2016

Ricorso contro le assoluzioni nonostante il caso sia già prescritto. Le difese: «Tutto in regola» Il complesso realizzato dall’ingegner Carnevale per onorare la figlia Giulia morta sotto le macerie

L’AQUILA. Gli imputati sono stati assolti da violazioni edilizie con formula piena e il processo è prescritto.

Tuttavia la Procura della Repubblica presenta un ricorso per fare in modo che il Campus universitario di Pizzoli, formato da 11 palazzine, venga demolito. Nel mirino del pm Simonetta Ciccarelli una mega struttura realizzata da Giulio Carnevale, un imprenditore che l’ha costruita per ricordare la figlia Giulia, studentessa universitaria, morta a causa del terremoto. Un complesso che si estende su 8mila metri quadrati nella frazione di Cavallari con una novantina di alloggi.

«Si premette», è scritto nel ricorso contro l’assoluzione disposta dal giudice Giuseppe Grieco, «che il pm ritiene sussistere l’interesse all’impugnazione nonostante la prescrizione di tutti i reati. Si osserva che l’intervento edilizio causa dell’imputazione non è stato fatto oggetto di alcun provvedimento amministrativo di riesame volto a rivalutarne la legittimità. In tale stato di cose è verosimile che, dopo la prescrizione e il passaggio in giudicato della sentenza, le opere proseguiranno e le 11 palazzine ormai dissequestrate saranno ultimate e utilizzate. Per questo si ritiene doveroso proporre l’impugnazione affinché sia emessa una sentenza che, pur non potendo applicare alcuna pena, adotti la diversa formula del “non doversi procedere per prescrizione” accertando la ricorrenza di un’ipotesi lottizzatoria. Tale pronuncia consentirebbe di acclarare l’illegittimità dell’intervento».

Il pm, dunque, punta alla demolizione dei manufatti. «Verosimilmente», spiega nel ricorso in appello, «si avrebbe che l’amministrazione comunale di Pizzoli, sinora inerte, verrebbe messa nelle condizioni di adottare i doverosi provvedimenti di propria competenza per l’eliminazione delle opere abusive e il ripristino della stato dei luoghi».

«Sempre in riferimento all’interesse all’impugnazione», dice il pm, «va evidenziato che in caso di accertata lottizzazione e riconoscimento delle responsabilità dovrà disporsi la confisca a favore del Comune di Pizzoli». Fin qui le affermazioni del pm che vengono rigettate in toto dalle difese.

Nel primo grado, come detto, gli imputati furono tutti assolti. Si tratta di Angela D’Andrea, ex sindaco di Pizzoli, il tecnico comunale Bruno Sabatini, lo stesso Giulio Carnevale, rispettivamente legale rappresentante e procuratore speciale della ditta Fer Italia esecutrice delle opere, Marcello Drago, Patrizia Drago, Oliver Drago, Giuliano Drago, Sergio Palleschi.

Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Pierluigi Pezzopane, Massimo Rampini, Aurelia Carosi, Massimo Carosi.

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