Canadair ancora in volo sul Morrone

Focolai nella zona delle Vicenne. E Pro Natura elogia i volontari: «Sono loro i veri eroi di questa tragedia immane»
SULMONA. L’incendio del Morrone è duro a morire. Ieri alcuni focolai hanno ripreso vigore nella zona sopra Le Vicenne, tanto che Canadair ed elicotteri hanno ricominciato i lanci di acqua sulla montagna nel tentativo di spegnere definitivamente l’incendio che da 18 giorni non dà tregua. Ieri le immagini del Morrone divorato dal fuoco sono apparse in tutta la loro crudezza. Una montagna ferita a morte. Nella zona del Colle delle Vacche è rimasto intatto solo il rifugio. La base operativa e di coordinamento degli interventi si è spostata in quella zona, proprio nel piazzale del rifugio, perché è questo iltratto della montagna in cui restano accesi gli ultimi focolai. Ed è proprio questo il luogo dove dovrà iniziare l’opera di bonifica e di risanamento che dovrà poi estendersi anche alle altre zone della Valle Peligna interessate dagli incendi dei giorni scorsi. «La situazione sul versante del Colle delle Vacche è ormai sotto controllo», afferma il sindaco di Pratola Antonella Di Nino. «Si sta infatti procedendo allo spegnimento degli ultimi piccoli focolai e alla pulizia della linea tagliafuoco. Per la fase successiva, ritengo che le iniziative di monitoraggio e valutazione degli interventi, da affidare a geologi ed esperti in materia, debbano riguardare non solo il Morrone ma anche i monti degli altri territori colpiti, come Prezza, Raiano, Cocullo e Anversa degli Abruzzi. Va ampliato il tavolo di coordinamento per arrivare a decisioni condivise che, tenendo conto delle opinioni dei territori coinvolti, possano garantire le migliori scelte per il futuro delle nostre montagne. Il tutto nel pieno rispetto della natura e delle sue caratteristiche, così come ribadirò già nell'incontro del prossimo 13 settembre con il presidente della Regione Luciano D’Alfonso».
Sul caso del Morrone interviene Pro Natura Abruzzo sostenendo che «i veri eroi della tragedia del Morrone sono i volontari. Uomini e donne che in spregio del pericolo e dimostrando un grande amore per il loro territorio hanno scavato trincee», afferma il presidente nazionale Mauro Fulani, «hanno liberato le vie tagliafuoco dagli alberi caduti che ne impedivano l’accesso, hanno organizzato ronde per il controllo dei boschi».
Intanto, ieri un tasso è stato trovato morto nel centro storico di Sulmona. Presumibilmente la bestiola, scappata dal bosco in fiamme, era in cerca di un rifugio più a valle. Ma arrivato in città, in un habitat totalmente diverso da quello in cui è vissuto finora, il tasso è andato a morire – per una coincidenza davvero singolare – davanti all’ingresso di una casa di via Morrone. Un altro segno evidente della tragedia del Morrone, dove il fuoco ha distrutto l’intero ecosistema della montagna sacra a Celestino V.
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