Candidato Nobel spiega i rischi dell’obesità

15 Maggio 2018

L’AQUILA. «L’obesità è una malattia, non un fatto estetico». Lo ha affermato il professor Saverio Cinti, dell’Azienda ospedaliera universitaria di Ancona “Ospedali Riuniti”, candidato al Nobel per la...

L’AQUILA. «L’obesità è una malattia, non un fatto estetico». Lo ha affermato il professor Saverio Cinti, dell’Azienda ospedaliera universitaria di Ancona “Ospedali Riuniti”, candidato al Nobel per la Medicina, in occasione del convegno “Medicina e obesità” organizzato dall’Ordine dei Medici chirurghi e odontoiatri della provincia dell’Aquila.
Il professor Cinti ha poi aggiunto: «C’è l’errata convinzione che l’obesità sia un fatto estetico, invece è una vera e propria malattia di un organo specifico: l’organo adiposo. Ne conseguono», spiega il candidato Nobel, «patologie molto importanti, come il diabete o addirittura alcuni tipi di cancro che si sviluppano con maggiore frequenza nei soggetti obesi rispetto ai soggetti magri».
Infatti, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, si tratta di una malattia che può portare alla riduzione della durata della vita e a un incremento di patologie correlate, come malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, alcuni tumori. Per la cura del paziente obeso, perciò, è necessaria una diagnosi medica corretta e una terapia spesso complessa e articolata, in cui la dieta rappresenta non l’unico presidio sanitario disponibile, ma solo uno dei correttivi a disposizione del medico. Determinante, quindi, il contributo su tematiche specifiche anche degli altri relatori: a partire dallo studio clinico e metabolico, strumentale e di laboratorio fino al ruolo del medico di famiglia, del pediatra, del chirurgo.
Sono intervenuti al simposio di carattere scientifico medici, chirurghi e biologi aquilani impegnati in ambito universitario, ospedaliero e della medicina dei servizi.