Cani da tartufo uccisi con esche avvelenate

Ateleta. Sette morti subito, altri al ritorno a casa. Cerretano: «Strage per eliminare altri cavatori»
ATELETA. Strage di cani da tartufo al confine tra l’Abruzzo e il Molise. Ieri mattina sette cani sono morti mentre si trovavano con i loro padroni in cerca di tartufi. I cavatori, prevalentemente abruzzesi e alcuni molisani, si trovavano nel bosco tra Ateleta e Cantalupo (Isernia) dove da sempre si recano per trovare i tartufi. Improvvisamente hanno cominciato a notare che i cani si comportavano in modo strano. Nel giro di pochi minuti ne sono morti sette e altri sono deceduti una volta tornati a casa. Una vera e propria strage che ha messo in ginocchio diversi cercatori di tartufo legati da un rapporto speciale ai loro cani. «Non si parli di guerra tra tartufai, questa è una vera e propria strage», ha commentato Fabio Cerretano, presidente della Federazione nazionale associazioni tartufai italiani, «qui c’è un folle, un delinquente, che ha pensato di compiere questo gesto vergognoso per far fuori decine di tartufai e restare da solo a cercare tartufi in quella zona. Quello che è accaduto è vergognoso. Sette cani sono morti immediatamente, altri li hanno riportati a casa e sono morti poco dopo. Sono stati buttati nel bosco pezzi di prosciutto con dentro liquido velenoso e i cani che li hanno mangiati sono morti tutti». Sul posto sono arrivati anche un cane antiveleno e i carabinieri forestali che hanno raccolto informazioni sull’accaduto. «Non possiamo ogni tre quattro anni assistere a episodi come questo», ha concluso Cerretano, «speriamo che chi ha compiuto questo gesto venga individuato e severamente punito». (e.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

