Cani rumorosi, litigi tra vicini: due condanne per madre e figlio

Montereale: accusati di atti persecutori, violazione di domicilio e molestie nei confronti dei coniugi Non sopportavano l’abbaiare degli animali e per l’accusa hanno messo in atto una vera ritorsione
L’AQUILA. Un anno e 6 mesi di reclusione, oltre al risarcimento del danno in favore delle parti civili. È la condanna inflitta dal tribunale collegiale dell’Aquila nei confronti di madre e figlio, Marisa Perrone e Alessandro Natalucci, accusati di atti persecutori, violazione di domicilio e molestie nei confronti di una coppia di coniugi loro vicini di casa. Al centro della lite gli abbai, ritenuti troppo fastidiosi, dei loro cagnolini. Il tutto ha avuto inizio ad aprile del 2020, tanto che alla fine la coppia è stata costretta a non far uscire più gli animali in giardino nemmeno per i bisogni fisiologici attrezzandosi in casa per paura che madre e figlio potessero far del male ai loro amici a quattro zampe come più volte minacciato. Sin dai primi mesi del lockdown, Perrone e Natalucci avevano intrapreso delle condotte offensive nei confronti della coppia di coniugi, propri vicini di casa e residenti a Santa Vittoria di Montereale, poiché ritenevano che i cagnolini di loro proprietà dessero troppo fastidio con il loro abbaiare. È così che madre e miglio hanno incominciato a inveire contro i coniugi ogni volta che i due cagnolini venivano fatti uscire in giardino per giocare o per fare i bisogni. Dopo aver minacciato di uccidere i due piccoli animali, madre e figlio non hanno risparmiato nemmeno moglie e marito divenuti il bersaglio principale delle condotte offensive degli imputati. I proprietari dei due animali sono stati così costretti a subire persecuzioni, molestie (anche a sfondo razziale per via della nazionalità straniera dell’uomo) e minacce di vario genere, oltre alla violazione di domicilio perpetrata a loro danno da uno degli imputati che sono stati altresì condannati a trattamenti riabilitativi, come previsto dalla recente normativa sullo stalking. Addirittura di notte madre e figlio proiettavano dei fari contro l’abitazione dei vicini di casa per infastidirli. I coniugi perseguitati, che si sono costituiti parte civile, nel corso del giudizio sono stati assistiti dagli avvocati Fabio Alessandroni e Matteo Cardellini. (f.d.m.)
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