Caniglia, la Regione stona Addio al concorso lirico?

9 Settembre 2015

Gli organizzatori cancellano l’appuntamento di settembre e rinviano di tre mesi Masci e Di Bacco: «Silenzio da D’Alfonso». E per i fondi si appellano alle banche

SULMONA. La città dovrà rinunciare anche al prestigioso appuntamento di fine settembre con il Concorso internazionale di canto lirico Maria Caniglia. L’auspicio degli organizzatori è di poter comunque tenere la 32esima edizione del celebre appuntamento dal 16 al 20 dicembre, ma tutto dipenderà da chi risponderà all’appello sui fondi. Con appena 15mila euro in cassa, infatti, sui 60mila necessari per l’organizzazione dell’evento che ogni anno richiama i migliori cantanti lirici da tutto il mondo, il rinvio è tutt’altro che scontato. In più col silenzio della Regione – l’anno scorso concesse appena 2mila euro di contributo sui 25mila del 2013 che costrinsero alla rinuncia dell’orchestra dal vivo da 50 elementi – le previsioni non sono affatto rosee. In caso di mancata orchestra, infatti, serviranno comunque 40mila euro e il tempo stringe anche per l’appuntamento slittato a dicembre. Senza contare che per un concorso internazionale del genere mantenere una data fissa da 30 anno significa dare modo agli addetti ai lavori di organizzarsi con i vari appuntamenti canori e di prepararsi adeguatamente durante l’anno per poi calcare i palcoscenici più prestigiosi al mondo.

Da qui l’appello alla Regione e agli istituti di credito lanciato in extremis dal presidente dell’associazione musicale Maria Caniglia, Vittorio Masci, e dal direttore artistico, Gaetano Di Bacco. «Negli anni ha preso piede una pratica per cui si danno comunicazioni ufficiali sul contributo che sarà elargito a ridosso dell’evento o addirittura dopo» ha esordito Masci «purtroppo così è impossibile programmare un evento che necessita di una giuria di livello e dei migliori cantanti da tutto il mondo. Ci siamo trovati di fronte a una scelta e abbiamo deciso che a fine settembre non era possibile tenere il concorso. Speriamo di poterlo celebrare dal 16 al 20 dicembre, ma tutto dipenderà da chi risponderà al nostro appello, fra Regione e istituti di credito. Investire sulla cultura è anche una scelta politica, così come non farlo: basta dircelo per tempo. Il silenzio della Regione, invece, ci lascia in questo limbo. In più si deve capire che un concorso del genere non può certo autofinanziarsi coi soli biglietti della serata finale».

Da non sottovalutare l’indotto legato al concorso, con più di 100 persone fra cantanti e accompagnatori, che soggiornano in città per quattro giorni. «Circa l’80% del contributo pubblico assegnato resta in città» precisano Masci e Di Bacco «negli hotel e nei ristoranti, creando un importante indotto e facendo conoscere il nome di Sulmona».

Ancora una volta, dunque, gli organizzatori dei più celebri eventi cittadini sono costretti a lanciare appelli e a fare salti mortali per attirare l’attenzione di istituzioni sempre più cieche e assenti. L’entusiamo, dunque, lascia spazio all’amarezza per la mancata vicinanza nei confronti di chi organizza gli eventi culturali più importanti della regione e non solo. Gli appena 15mila euro disponibili finora arrivano dal Comune (che ha contribuito con solo 5mila euro) e dalla Fondazione Carispaq e dalla Camera di commercio. Appena un quarto della somma che serve in totale per l'organizzazione. «I cantanti devono prepararsi per partecipare al meglio al nostro evento» ricorda Di Bacco «e non avvertirli per tempo non è rispettoso, né professionale. In più un evento del genere necessita di una programmazione. Ora stravolgere anche il calendario non ci fa piacere».

Sperando che l’appello non cada nel vuoto.

Federica Pantano

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