Canistro, lite Colella-Comune «Quegli atti sono illegittimi»
CANISTRO. Giudici sempre più protagonisti nello scontro fra il patron della Santa Croce, Camillo Colella, la Regione e il Comune: stavolta la società ex concessionaria della Sant’Antonio Sponga, poi...
CANISTRO. Giudici sempre più protagonisti nello scontro fra il patron della Santa Croce, Camillo Colella, la Regione e il Comune: stavolta la società ex concessionaria della Sant’Antonio Sponga, poi revocata dalla Regione, ha impugnato due atti del Comune di Canistro: «L’ordinanza con la quale si preclude l’accesso da parte di terzi alla vasca di calma di località Capranica, di proprietà della Santa Croce, e la delibera che autorizza la realizzazione di un acquedotto per continuare ad alimentare, con l’acqua minerale proveniente dalla sorgente Sant’Antonio Sponga, la clinica Ini e alcune case, tra le quali quella del sindaco Angelo Di Paolo». Il braccio di ferro, quindi, non si ferma, al contrario degli operai costretti a braccia conserte, in attesa del nuovo corso all’insegna dalla Norda. «I due atti del Comune», afferma Colella, «sono illegittimi». Nel frattempo i legali della Santa Croce, Claudio e Matteo Di Tonno, stanno studiando «un’azione penale per abuso, nei confronti di chi», avvertono, «sta utilizzando da tempo, senza regolare concessione, né autorizzazioni, un bene, l’acqua minerale, che appartiene alla Regione Abruzzo, e per di più mediante una conduttura considerata abusiva dalla stessa Regione». (m.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

