«Canoni consortili in base all’utilizzo reale dell’acqua»

14 Ottobre 2017

PRATOLA PELIGNA. Scongiurare l’aumento dei canoni consortili per le aziende che fanno parte del consorzio di bonifica Aterno-Sagittario con sede a Pratola Peligna. A dare man forte all’appello...

PRATOLA PELIGNA. Scongiurare l’aumento dei canoni consortili per le aziende che fanno parte del consorzio di bonifica Aterno-Sagittario con sede a Pratola Peligna. A dare man forte all’appello lanciato da Dino Rossi del Cospa ora, arriva anche Confagricoltura. «Cambiare strategia, questo il vero tema da affrontare nel settore», afferma Concezio Gasbarro, presidente di Confagricoltura, «per evitare gli aumenti dei canoni consortili. È necessario mettere in campo una valutazione più accurata sull’effettivo uso dell’acqua e rivedere il piano generale con particolare attenzione al tipo di coltura lavorata». Un’ipotesi che dovrebbe far superare l’attuale logica che prevede il pagamento di circa 145 euro per ettaro di terreno coltivato. Al contrario, si dovrebbe tener conto del tipo di coltura e dell’acqua che la stessa richiede per essere lavorata. «Questi», conclude Gasbarro, «sono solo alcuni dei punti di cui la Regione dovrebbe tener conto per una efficace gestione del consorzio di bonifica». Il riferimento è anche all’attivazione delle centrali idroelettriche realizzate dal consorzio che da anni attendono di essere avviate per poter produrre energia elettrica che lo stesso ente, potrebbe rivendere. Il tutto consentirebbe all’ente di bonifica di ridurre il suo debito che al momento sarebbe di poco superiore ai 900mila euro. (f.c.)
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