Canoni troppo alti, bloccate le assegnazioni degli alloggi

L’assessore Tirimacco: «Impossibile per famiglie in difficoltà economiche pagare fitti di 400 o 500 euro al mese, dobbiamo modificare il regolamento»
SULMONA. Bloccate le assegnazioni degli appartamenti del contratto di quartiere. Fino a quando non si troverà una soluzione per abbassare i canoni di affitto troppo alti, le case di ultima generazione alla zona Peep non saranno assegnate. Recependo le disposizioni nazionali, infatti, i canoni concordati arrivano a sfiorare i 500 euro al mese, troppi per delle famiglie in difficoltà che hanno risposto a un bando di edilizia residenziale pubblica.
«Quattrocento o 500 euro al mese per famiglie in difficoltà e che hanno fatta domanda per una casa popolare sono uno sproposito», interviene l’assessore all’Edilizia popolare Mauro Tirimacco. «Per questo ho chiesto alla segretaria generale di emendare il regolamento di concessione».
Secondo i parametri ministeriali, ai canoni vanno sommati in percentuale l’uso del garage o del posto auto e dell’ascensore, oltre alla percentuale legata agli appartamenti nuovi in pronta consegna che dunque non prevederanno, nell’immediato, manutenzione. «Non possiamo affittare a cifre così alte per persone che hanno risposto a un bando per chi è in difficoltà economica», aggiunge Tirimacco, «senza contare che così rischiamo di affittare senza far incassare i canoni al Comune, come già accaduto in passato». Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica dovevano essere consegnati il 6 settembre alle sei famiglie che li hanno già scelti sulle 15 assegnatarie, ma è possibile un nuovo slittamento.
L’assegnazione arriva dopo una lunga gestazione legata prima alla commissione provinciale Ater che doveva stilare la graduatoria degli aventi diritto e poi alle pratiche per la sistemazione degli arredi. Il mobilio è arrivato lo scorso maggio e con determina numero 531 del 28 ottobre scorso il dirigente Amedeo D’Eramo aveva affidato l’incarico alla ditta di Brescia “Habitat Italiana”, che aveva proposto in sede di gara un ribasso del 36 per cento, pari a un incarico totale di 205mila euro.
La società si è occupata di dotare gli appartamenti del secondo e terzo piano degli arredi necessari, mentre quelli pianificati per il piano terra, dove è stata ospitata la Guardia di finanza, saranno custoditi nel seminterrato, per poi essere posizionati appena i locali torneranno nella disponibilità del Comune, per un costo aggiuntivo di altri 16mila euro. Dopo la fine dei lavori nel 2016 e il bando pubblicato a dicembre dello stesso anno, la consegna era stata annunciata per il 31 marzo 2017. Quindici anni dopo l’avvio del progetto, varato nel 2002 e poi passato attraverso una gara deserta.
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