Cantiere sospeso, arriva il primo commissario

Dopo quasi 11 anni dal terremoto prima nomina del Comune per velocizzare la ricostruzione di un aggregato di Paganica dove i lavori sono fermi da tempo
L’AQUILA. Dopo quasi 11 anni dal terremoto e 10 da quando fu emanata la norma, il Comune ha nominato il primo commissario che sarà chiamato a velocizzare la ricostruzione di un aggregato, che evidentemente ha avuto problemi e quindi grossi ritardi nell'esecuzione dei lavori. Il verbale pubblicato ieri sull'Albo pretorio è il numero 1 del 2019. Il commissario viene scelto per sorteggio in un elenco di oltre 500 persone. Il 5 dicembre si è riunita un’apposita commissione composta dall'architetto Roberto Evangelisti, dirigente del settore Ricostruzione privata, in qualità di presidente; dal geometra Fabio Amorosi, istruttore tecnico dell’ufficio Commissariamenti e consorzi obbligatori; dalla dottoressa Valentina Tomei, istruttore amministrativo dell’ufficio Commissariamenti. Presenti anche due testimoni. Il sorteggio è stato effettuato attraverso un software già sperimentato dalla Regione Emilia Romagna. «Tale software prevede», è scritto nel verbale, «che per generare la sequenza casuale è necessario l’inserimento di un seme generatore, consistente in un numero intero positivo qualsiasi. Per semplificazione, tale numero si otterrà dall’ultima estrazione utile del gioco del Lotto, prendendo il quarto estratto sulla ruota di Roma, così come scelto dai testimoni. In base a tale estrazione è stato preso in considerazione il numero 33».
Il sistema si è così messo in moto e ha tirato fuori un altro numero, il 481, a cui corrisponde nell'elenco il nome del commissario scelto, cioè il signor Luigi Di Domenico.
L'aggregato da commissariare si trova a Paganica ed era stato finanziato con una cifra inferiore al milione di euro. Si tratta di un aggregato dove i lavori sono iniziati, ma poi sono stati sospesi. Ora il commissario, che ha ampi poteri, dovrà provare a far ripartire il cantiere. In città e frazioni ci sono molti aggregati (si parla di una fetta che potrebbe valere dai 200 ai 400 milioni), che non sono stati costituiti perché evidentemente la ricostruzione non interessava a nessuno dei proprietari. Ci sono poi aggregati costituiti, ma lasciati “in sonno”, con progetti mai presentati o parzialmente stilati. Per non parlare degli aggregati “rissosi”, dove veti incrociati tra i soci spesso bloccano tutto.
Nessun commissario potrà avere più di un “lavoro” (che alla fine sarà pagato in media 20.000 euro, nelle frazioni anche meno) salvo esaurimento della lista e a quel punto si ricomincia col sorteggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

