Cantiere vigili del fuoco, un vertice sblocca-lavori

29 Aprile 2018

Progetto fermo, convocato comitato tecnico del Provveditorato opere pubbliche L’edificio dev’essere spostato di un metro. Il Conapo: «Un’opera nata male»

L’AQUILA. Cantiere-fantasma alla caserma dei vigili del fuoco, ora si corre ai ripari. Il 15 maggio è in programma un nuovo vertice per affrontare una volta per tutte la delicata questione del mancato avvio dei lavori nella struttura di viale Panella, che attende da nove anni la ricostruzione.
Per dipanare l’intricata matassa, che sta creando difficoltà operative ai vigili del fuoco, rappresentando, inoltre, un particolare caso di inerzia della ricostruzione pubblica, è stato convocato il Comitato tecnico amministrativo, organo consultivo competente a pronunciarsi, tra le altre cose, sui progetti di competenza dei Provveditorati alle opere pubbliche, oltre che sulle proroghe dei termini per l’ultimazione dei lavori. Il cantiere di viale Panella si è arenato su una serie di questioni, dal progetto definitivo alla messa in sicurezza dei palazzi vicini per effettuare gli scavi, dalla necessità di allargare l’area di cantiere a via Pescara alla variante di progetto per spostare l’edificio di circa un metro causa ritrovamento di sottoservizi nell’area dell’ex strada comunale. Per finire, poi, con le opere di smaltimento di un serbatoio di amianto e bonifica del terreno contaminato da oli e combustibili. A questo si aggiunge il rilascio dell’autorizzazione sismica del Genio civile.
Sull’annosa questione interviene il sindacato Conapo dei vigili del fuoco. «Prendiamo atto con sconcerto», fanno sapere dal Conapo, «dei nuovi problemi emersi e che ritarderanno ulteriormente la ricostruzione della nostra sede, nata male e che finirà peggio. Infatti va tenuto presente che, semmai quest’opera pubblica vedrà la luce, alla fine della fiera ai vigili del fuoco aquilani verrà consegnata una struttura concettualmente già vecchia e inutile. Vecchia perché edificata palesemente fuori posto e fuori contesto. Inutile perché sarà solo una distesa di uffici e mega-aule che nemmeno il parlamento ha, senza aggiungere nulla alle innumerevoli e pressanti esigenze in termini di spazi e logistica di cui il settore operativo soffre già da prima del terremoto. D’altra parte, e ogni giorno che passa ce ne convinciamo sempre di più, questa tragedia poteva e doveva rappresentare l’occasione per rilocalizzare la sede, edificando con gli stessi fondi una struttura fuori dal contesto urbano o comunque in un sito più consono alla specifica attività che i vigili del fuoco svolgono. Richiesta che in passato abbiamo ripetutamente avanzato in più sedi ma, evidentemente, nessuno ha ritenuto di dare ascolto a chi in quei luoghi dovrà lavorarci una vita intera».
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