Cantieri chiusi, l’incognita del fai-da-te

14 Marzo 2020

Fa discutere in città la decisione di inserire la norma nel “decretone”. Le ditte dell’edilizia avranno la facoltà di derogare

L’AQUILA. La città attende col fiato sospeso la norma blocca-cantieri, destinata a finire nel “decretone antivirus”. Cosa sarà dei cantieri della ricostruzione? Che impatto avrà il provvedimento sul processo ancora da completare? Quali misure di sostegno saranno attuate per lavoratori e imprese? Quali le tutele per la salute di operai e cittadini? Queste e altre domande restano in attesa di risposta. La misura che fino a ieri sembrava dovesse essere affidata a un’ordinanza del presidente della Regione, Marco Marsilio, viene incorporata nella manovra da 20 miliardi predisposta dal governo per far fronte alla carenza di liquidità di famiglie e imprese, rafforzare gli ammortizzatori sociali e spostare i termini relativi ai versamenti previsti al 16 marzo. La novità è emersa ieri al termine di un confronto a distanza avvenuto tra lo stesso Marsilio e i ministri Francesco Boccia (Affari Regionali) e Paola De Micheli (Infrastrutture). Il decreto andrà in consiglio dei ministri oggi e verrà approvato sicuramente prima di lunedì, data di scadenza degli adempimenti fiscali e contributivi.
IL DECRETO. «Il governo», spiega Marsilio, «si è impegnato a inserire nel decreto una norma con la quale le aziende che non possono garantire il rispetto delle misure di protezione e sicurezza dei lavoratori devono sospendere i lavori, vedendosi riconosciuta la causa di forza maggiore e la cassa integrazione per gli operai. Se verrà confermata quest’anticipazione, che il ministro De Micheli ha personalmente fornito durante la videoconferenza, verranno quindi soddisfatte le esigenze e le condizioni poste dalla Regione già da ieri, tese a tutelare la salute pubblica e la serenità di imprese, maestranze e cittadini rendendo così superflua l’emanazione di un’ordinanza regionale».
DUBBI SULLA CHIUSURA. Resta da capire come sarà disciplinata la chiusura. Dalle dichiarazioni rese da Marsilio sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo, visto che il provvedimento è ancora in bozza) che il decreto non conterrà un obbligo di chiusura assoluto, ma lascerà alle ditte un margine per decidere se andare avanti o meno. A condizione, naturalmente, che verranno assicurate condizioni di lavoro atte a scongiurare qualsiasi rischio di contagio e con la garanzia che chi opterà per la chiusura avrà comunque un paracadute economico e contributivo.
PROROGA SCADENZE. Intanto il Comune ha emanato una circolare che stabilisce che l’arco di tempo intercorrente tra l’11 marzo e il termine dell’emergenza (3 aprile) sarà considerato come proroga per la conclusione dei lavori di ricostruzione privata. Nel documento si prende atto che «nei cantieri, i lavori, nella gran parte dei casi, non possono utilmente proseguire garantendo adeguati protocolli di sicurezza anti-contagio, anche a causa della difficoltà di reperimento dei dispositivi di protezione individuali. Pertanto viene disposto che il periodo compreso tra la data di pubblicazione del decreto che ha stabilito di estendere a tutta Italia la cosiddetta zona protetta e la data in cui sarà dichiarata cessata la fase dell’emergenza epidemiologica, sarà considerato come proroga per l’ultimazione dei lavori di ricostruzione privata e, conseguentemente, non sarà conteggiato ai fini dell’applicazione delle penali». «Da lunedì, inoltre», spiegano Pierluigi Biondi e l’assessore Vittorio Fabrizi, «sarà potenziato il servizio di liquidazione degli Stati di avanzamento dei lavori (Sal) del settore Ricostruzione privata centro e frazioni allo scopo di venire incontro alle legittime esigenze di professionisti e imprese, che in questo momento di difficoltà vanno sostenute il più possibile».
VERSAMENTI FISCALI. «Nel decreto», precisa la deputata Pd Stefania Pezzopane, «ci saranno importanti iniziative su fisco, congedi, ammortizzatori. Mi auguro sia inclusa la proposta di anticipare l’aumento dei salari ai lavoratori. Tra le misure da adottare sarebbe sicuramente utile liquidare prima possibile le somme che spettano ai lavoratori da luglio per le scelte che abbiamo fatto sul calo del costo del lavoro e permettere un aumento in busta paga per tutti i dipendenti. Sarebbe un riconoscimento utile a chi anche in questi giorni è costretto a recarsi al lavoro per aiutare gli altri cittadini».
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