Cantieri, gli incidenti sono in diminuzione
I dati sono stati forniti dai comitati paritetici territoriali e fanno riferimento soprattutto alla ricostruzione post sisma
L’AQUILA. L’operaio che cade dal tetto in un cantiere di Termine di Cagnano nel maggio 2012; il ferimento di un operaio albanese nel cantiere di via Vetoio nel settembre 2011. In un territorio puntellato di cantieri post-sisma gli incidenti come questi sono sempre in agguato. Ma nonostante tutto, dall’aprile 2009 a oggi, non si è mai verificato un incidente dalle conseguenze irreparabili. È questo il dato illustrato ieri nella sede dell’Ance dal Coordinamento regionale dei Cpt, i Comitati paritetici territoriali per la prevenzione, l’igiene e l’ambiente di lavoro, enti bilaterali che vedono uniti i rappresentanti dei sindacati e quelli dei costruttori edili, al fine di prevenire gli infortuni nei cantieri edili. Dati in controtendenza rispetto al resto del Paese, dei quali si è discusso ieri mattina nell’ambito del rapporto sulla sicurezza nei cantieri abruzzesi, con particolare riguardo a quelli del cratere sismico.
Occasione anche per presentare il progetto dell’asseverazione delle imprese: in pratica una scelta volontaria dell’impresa edile che attesta l’adozione di un modello di organizzazione della salute e sicurezza sul lavoro. Insomma, una sorta di «certificazione» della qualità della sicurezza.
DATI. Apertura dei cantieri: a essere in controtendenza rispetto a tutte le provincie abruzzesi – ma anche rispetto a quanto avviene nel resto d’Italia – è L’Aquila, che raccoglie la maggior parte dei lavori post-sisma. Su 1.100 visite di controllo eseguite dagli ispettori dei Cpt in altrettanti cantieri, 600 sono relativi al territorio aquilano. In tutta la regione sono 363 le imprese edili assistite e aiutate a migliorare il livello di sicurezza, 625 i cantieri pubblici e privati sottoposti a controlli, di cui 368 in provincia dell'Aquila (cratere). Per quanto riguarda le visite svolte nei cantieri delle altre province, sono 153 quelle che hanno interessato Chieti, 115 Pescara e 170 Teramo.
Per il presidente del Cpt dell’Aquila, Gianni Cirillo, «gli infortuni nei cantieri hanno finalmente imboccato un trend di diminuzione, segno che la cultura della prevenzione sta finalmente diventando la normalità. Ma abbiamo intenzione di indirizzare le attività di vigilanza nei confronti delle imprese che non si avvalgono della consulenza che offriamo». Un dato sottolineato da tutti i rappresentanti dei Cpt presenti ieri (Federico De Cesare per quello di Chieti; Roberto Chiola per quello di Pescara, Carlo Palumbi per Teramo e Marco Garantola, presidente della Commissione nazionale paritetica dei Cpt).
In sostanza, all'Aquila, nei cantieri dell'emergenza post-sisma e della ricostruzione, nel 2013 i Cpt hanno sottoposto a controllo l'80% dei cantieri e non si è verificato finora nessun incidente mortale». Un «modello L’Aquila da esportare in tutt’Italia», ha proposto il coordinatore nazionale Garantola: «Non era affatto scontato che non ci fossero vittime sul lavoro, in un territorio dove sono state impegnate migliaia di aziende e operai», ha spiegato. Ma sulla sicurezza nei cantieri c’è ancora molto da fare. In alto mare, per esempio, l’adozione del badge unico identificativo per gli operai edili, come deterrente alla diffusione del lavoro nero e l'obbligo di versamento nella cassa edile di riferimento, rispetto all'appalto, per le imprese che lavorano nel cratere, anche se arrivano da fuori provincia.
Marianna Gianforte
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