Cantieri ricostruzione post-sisma: prorogata la chiusura dei lavori

L’AQUILA. Proroga di novanta giorni per la conclusione dei lavori nei cantieri della ricostruzione post-sisma all’Aquila e nelle frazioni. Il differimento dei termini, concesso dal settore...
L’AQUILA. Proroga di novanta giorni per la conclusione dei lavori nei cantieri della ricostruzione post-sisma all’Aquila e nelle frazioni. Il differimento dei termini, concesso dal settore Ricostruzione privata del Comune dell'Aquila, come spiegato dal sindaco Pierluigi Biondi, e dall’assessore Vito Colonna, «si aggiunge ai 204 giorni precedentemente autorizzati dall’ente con altre circolari e si è reso necessario, per via del perdurare dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19». La proroga scatta d’ufficio e non sarà necessario che i committenti facciano richiesta.
«Le lavorazioni», affermano Biondi e Colonna, «hanno subito dei rallentamenti in conseguenza dell’applicazione delle norme per il contenimento del contagio: una situazione sfavorevole che potrebbe protrarsi con la proroga dello stato di emergenza fino al prossimo 31 dicembre. L’attuale contingenza economica», hanno aggiunto, «sta generando una carenza produttiva di materie prime nell’edilizia e una conseguente impennata dei costi dei materiali, tale da rendere estremamente difficoltoso l’approvvigionamento e un ritardo nell’esecuzione e consegna delle opere».
E proprio sui costi delle materie prime legate alla ricostruzione, un allarme forte è arrivato dal Codacons: «L’ aumento esponenziale dei prezzi dei materiali da costruzione, registrato negli ultimi mesi, rischia di compromettere pesantemente i lavori nei territori colpiti dal sisma, vanificando così il lavoro svolto per semplificare le procedure amministrative e far partire i cantieri», spiega il Codacons, "i prezzi di acciaio (+60%), alluminio (+80,4%) e rame (+130%) testimoniano l’incredibile ascesa registrata, senza citare gli aumenti delle materie plastiche e di tutti i prodotti collegati all’isolamento termico e, quindi, al superbonus o il prezzo di noleggio dei ponteggi, che è raddoppiato negli ultimi mesi. Il rincaro delle materie prime edili rischia di produrre un danno diretto a un settore trainante per la nostra economia». (m.p.)
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