Caos tamponi in ospedale: acquisiti dati informatici

Il Nas preleva dal sistema in tilt elementi per risalire alle cause del disservizio Spuntano altri 18 risultati positivi non comunicati, senza risposta 3.617 test
AVEZZANO. Spuntano altri 18 tamponi positivi riferiti ai giorni scorsi ma che non erano stati conteggiati a causa del problema nel sistema informatico dell’Asl. Dopo il blitz negli ospedali dell’Aquila e di Avezzano, i carabinieri del Nucleo antisofisticazione hanno acquisito materiale dal database. Si tratta di informazioni tecniche che saranno utili a ricostruire le cause del disservizio. La criticità ha impedito di fatto a migliaia di utenti di conoscere l’esito del test nei tempi previsti, costringendoli a una quarantena prolungata.
I NUMERI. Da quanto emerso nel corso degli accertamenti dei militari, i tamponi analizzati e rimasti senza una risposta sono stati 3.617. Il periodo di riferimento è quello dal 17 al 24 maggio. Del totale dei tamponi processati, era arrivato l’esito soltanto per una minima parte: 49 in tutto. Nei giorni scorsi l’assessorato alla Sanità aveva comunicato il numero di 45 test positivi che facevano parte dei 3.617 processati. Però il riferimento temporale era limitato al periodo compreso tra il 15 e il 18 maggio. Dal 19 al 24 maggio sarebbero poi emersi altri tamponi positivi mai comunicati. Ieri, infatti, ne sono venuti fuori altri 18 e il periodo interessato è quello dal 14 al 22 maggio. Non si esclude che nei giorni 23 e 24 maggio possano esserci stati altri tamponi positivi ancora da comunicare.
LE INDAGINI. A far scattare le indagini e l’intervento del Nas sono stati diversi fattori. I carabinieri sono infatti venuti al corrente di quanto stava accadendo sia dagli articoli di stampa, sia dalle perplessità emerse nella riunione della cabina di regia del dipartimento regionale di Sanità. Si parlava di presunti ritardi sui risultati dei tamponi molecolari eseguiti nei laboratori analisi dei presidi ospedalieri di Avezzano e dell’Aquila. Numerose le proteste degli utenti che, nonostante il passare del tempo, non riuscivano ad avere l’esito del loro tampone, domandandosi che fine avesse fatto. Si è scoperto, successivamente, che il problema non era nei laboratori analisi, ma nei dati da comunicare. Gli esami, infatti, proseguivano regolarmente, ma una volta inserite le informazioni nel sistema il risultato non arrivava a destinazione.
I RITARDI. Secondo il Nas i ritardi sono stati causati da un blackout informatico, un malfunzionamento del software di gestione utilizzato per processare i tamponi e per comunicare i dati al sistema.
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