«Caos tasse, rioccupiamo l’autostrada»

29 Marzo 2018

La deputata Pezzopane (Pd) annuncia battaglia contro la restituzione che riguarda le imprese

L’AQUILA. Chiedono una proroga le aziende aquilane, sul termine perentorio di trenta giorni per la presentazione dei documenti relativi alla restituzione delle tasse. Le associazioni di categoria stanno organizzando riunioni a catena, sollecitate degli imprenditori, preoccupati per i risvolti economici dell’operazione. La richiesta di proroga è stata messa nero su bianco da Confindustria, che ha inviato una nota al commissario straordinario, Maria Margherita Calabrò.
Intanto, il 7 aprile verrà depositato il ricorso congiunto di Regione, Comune e associazioni datoriali contro la nomina ministeriale. Ricorso che si discuterà tra il 18 e il 20 aprile. La deputata Pd Stefania Pezzopane si dice «pronta a bloccare l’autostrada con sindaci, cittadini e associazioni di categoria per scongiurare questa ingiustizia» e a organizzare una manifestazione di protesta a Roma. E torna a sollecitare il governo e il presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani. «Gentile commissario straordinario», si legge nella lettera a firma del presidente di Confindustria L’Aquila, Marco Fracassi, e del delegato alla ricostruzione, Ezio Rainaldi, «presa visione di una prima comunicazione da lei inviata, traspare che la quantità e la qualità dei dati da reperire e controllare, a seconda della loro natura, è enorme. Inoltre, l’utilizzo dello strumento dell’autocertificazione, non previsto dal decreto ministeriale del 14 novembre scorso, impone severe e più accurate verifiche per non incorrere in reati penali. Anche il periodo da monitorare pare più esteso di quanto previsto, dall’1 gennaio 2009 all’1 gennaio 2015, come pure particolare attenzione dovrà prestarsi alla corretta disamina degli indennizzi ricevuti. Ogni punto, dagli aiuti richiesti alle perizie, necessita di approfondimenti. Il termine di 30 giorni per l’invio delle osservazioni è, quindi, inacettabile».
Confindustria rileva come «lo Stato italiano, unico responsabile della decisione comunitaria finale, abbia avuto a disposizione tre anni per attivare le procedure di recupero, mentre alle imprese coinvolte vengono imposti 30 giorni per trasmettere un’informativa complessa e delicata» e chiede al commissario «di riferire urgentemente al governo». «In ballo», dichiara Rainaldi, «c’è la sopravvivenza di centinaia di imprese e migliaia di posti di lavoro. È necessaria una proroga che consenta alle aziende di fare bene i calcoli: l’allarmismo, dopo l’invio delle prime richieste, è diffuso». (m.p.)
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