Capanna presenta il suo nuovo lavoro

2 Gennaio 2019

Il cantautore prende spunto dall’idea del muro e del confine 

L’AQUILA. La forza della canzone d’autore, la musica di ispirazione etnica, le domande di fondo: chi sono i barbari? chi sono gli stranieri? Tutti elementi al centro del lavoro di Domenico Capanna, cantautore aquilano che da qualche settimana porta in giro un mini Ep registrato per la Alti Records che fa seguito al suo singolo “Barbari” divulgato tempo fa. Un progetto che prende spunto dall’idea del muro e del confine, concetti tornati prepotentemente presenti nella vita di ognuno di noi. Secondo Capanna, alzare barricate difensive, fisiche o ideali, è ciò che la paura ci induce spontaneamente a fare. «Ma dietro quel muro perdiamo l’occasione di comprendere la corrente dinamica del nostro tempo», avverte. Di fatto, così come ricordato nella parte grafica che accompagna il cd, «Barbaro è il nome onomatopeico con il quale gli antichi greci chiamavano gli stranieri: letteralmente “i balbuzienti”. E se la balbuzie è nella voce di chi parla, lo è in egual modo nell’orecchio giudicante di chi ascolta, in un gioco delle parti dove invasori e invasi si confondono. È nella libera corsa di un Marco Cavallo che fa ancora paura e in molti continuano a tenerlo chiuso in gabbia. È nello sbigottimento di fronte a una città irriconoscibile da chi ne rappresenta il futuro, non conosciuta». Tra i musicisti di supporto il violinista Umberto Giancarli, la violista Lucia Ciambotti, il batterista Nello Biasini. Nel brano “Tutti uguali”, si riconosce la voce rap di Mattia “Maza” Taranta. (fab.i.)
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