Capanna scopre la musica indiana

14 Settembre 2017

Il cantautore incide Manaf, un brano che racconta l’immigrazione

L'AQUILA. Si chiama “Manaf” il nuovo brano del cantautore Domenico Capanna per voce, violino e bansuri, un tipo di flauto traverso, che rientra tra i più antichi strumenti musicali della musica classica indiana: sembra che sia stato sviluppato in modo indipendente rispetto ai flauti occidentali. Si dice che la divinità induista Krishna sia un maestro dello strumento, così come Ganesa, la divinità con la testa di elefante, spesso raffigurata nell'atto di suonare un flauto. Un elemento che contribuisce a dare al brano dell'artista abruzzese – si parla di storie di immigrazione – un tocco esotico significativo. I violini sono a cura di Lucia Ciambotti, in una produzione musicale a cura della Alti Records, con il coordinamento dei musicisti Luigi Tarquini e Federico Fontana. Il video (Modìfilm) vede la regia di Francesco Paolucci e vede come attore protagonista il giovanissimo Alessio De Matteis. Capanna è autore di vari brani che prendono spunto da tematiche sociali e, talvolta, legate all'intercultura. Tematiche in cui si ritrova il percorso artistico di Paolucci che ha già diretto “I Migrati”, documentario che accosta realtà come la disabilità e l'immigrazione, con la partecipazione dei volontari e degli iscritti alla Comunità XXIV luglio “Handicappati e non”. Un progetto che sta facendo un tour importante.
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