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3 Agosto 2018

Le imprese edili coalizzate vanno al Tar per evitare l’eliminazione dei manufatti del post-sisma

L’AQUILA. Un altro fronte giudiziario si è aperto tra il Comune dell’Aquila e decine di ditte edili, in taluni casi anche molto importanti.
Pomo della discorda la decisione del marzo scorso, da parte del Comune, di eliminare i manufatti provvisori delle aziende che, nati con lo scopo di ospitare le maestranze del post-sisma, si sono ben presto trasformati in veri e propri stabilimenti fissi e definitivi.
Una vecchia ordinanza, nella fase di emergenza, aveva concesso alle imprese edili di realizzare campi base, dormitori e mense per maestranze, uffici, depositi o magazzini con una semplice comunicazione al Comune dell’Aquila.
Il provvedimento fu assunto allo scopo di evitare che la concentrazione di un gran numero di operai potesse determinare i fenomeni di degrado ambientale, sociale e urbano, che potessero favorire il proliferare di situazioni abitative inappropriate sotto il profilo sanitario, dell’igiene urbana, della sicurezza, della dignità di lavoratori e cittadini.
Poi le cose, secondo nuove valutazioni, sono mutate e sono state superati questi pericoli. Per cui le esigenze legate alla sistemazione di cose e persone impiegate nella ricostruzione possono e debbono essere soddisfatte attraverso il reperimento di soluzioni nell’ambito del patrimonio immobiliare esistente, secondo procedure ordinarie.
Le aziende non ci stanno e hanno fatto ricorso al Tar contro il provvedimento «tramite il quale l’ispettorato urbanistico ha comunicato l’avvio di controlli intesi a verificare l’eliminazione di strutture operative provvisorie a servizio delle maestranze impegnate nei cantieri della ricostruzione e il ripristino dello stato dei luoghi».
Tra le ditte che hanno fatto ricorso, ognuna per proprio conto, ve ne sono molte ben note. Tra queste Chiodi Costruzioni, Fratelli Di Nardo, Centro Asfalti, Edil Sima, Cogepa, Soalco, ditta Luciano Pietrangeli e altre ancora. Il Comune, inevitabilmente, sta predisponendo dei controricorsi per resistere alle contestazione di queste e altre imprese edili. (g.g.)
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