Capestrano, un progetto di rinascita culturale

L’AQUILA. Il Comune di Capestrano, in collaborazione con l’associazione Tratturo magno 4.0, ha messo a punto un “progetto pilota per la rigenerazione culturale, sociale e economica” del borgo di...
L’AQUILA. Il Comune di Capestrano, in collaborazione con l’associazione Tratturo magno 4.0, ha messo a punto un “progetto pilota per la rigenerazione culturale, sociale e economica” del borgo di Capestrano. Il progetto è stato presentato alla Regione “nell’ambito dei finanziamenti del Piano nazionale ripresa e resilienza”.
OBIETTIVI. Il progetto intende valorizzare il territorio dal punto di vista culturale e turistico “attraverso il recupero edilizio di un una parte abbandonata del borgo storico e la valorizzazione di alcuni importanti contenitori architettonici come il Castello e il Convento – destinati a nuove funzioni – in un ambiente complessivo di alta qualità e con una notevole impronta storica e archeologica”.
CAPESTRANO. Capestrano è al centro dell’Abruzzo, tra i parchi del Gran Sasso-Monti della Laga, di cui fa parte, e del Velino Sirente e allo snodo del Tratturo Magno L’Aquila-Foggia col ramo Centurelle-Montesecco. Il nome è associato a due figure carismatiche di rilievo culturale, storico e religioso internazionali: il Guerriero di Capestrano e San Giovanni da Capestrano. È quindi patria, si sottolinea nel progetto, di due Guerrieri: un Re e un Santo.
IL BORGO DA RECUPERARE. “A ridosso del centro storico insiste un borgo rurale abbandonato oggetto principale del progetto di recupero edilizio-urbanistico”, si legge ancora nel documento progettuale, “che ben si presta alla rivitalizzazione del contesto circostante e di tutto il centro storico. Fuori dal centro si trova il convento fondato da San Giovanni con la chiesa, la biblioteca, il centro studi e le residenze conventuali”. Nel territorio si trovano poi altre importanti emergenze storiche e culturali.
AZIONI CONCRETE. La strategia per valorizzare il territorio punta su tre linee principali di azione concrete: un Campus di studi e ricerca (centro internazionale per l’alta formazione post laurea nel convento di San Giovanni) su archeologia, botanica, storia, diritto, agricoltura, turismo, religione, transizione digitale, transizione ecologica; un polo museale per l’archeologia italica nel Castello Piccolomini con laboratori di ricerca, depositi e magazzini per reperti archeologici; un sistema di percorsi pedonali per toccare i principali punti e aree del territorio: convento, fiume, casa di San Giovanni, Capodacqua, zona archeologica.
INVESTIMENTO. Si prevede un investimento complessivo pubblico di 20 milioni di euro a cui si potranno aggiungere investimenti privati nei servizi e nelle attività produttive. “L’impatto sociale ed economico del progetto pilota su Capestrano”, si sottolinea, “è molto importante perché genera una ripresa residenziale almeno del 10-12% a breve termine e crea molti posti di lavoro”. (g.p.)

