Capi, personale e servizi Un giro da quaranta milioni

I bilanci delle sei aziende controllate raddoppiano i costi, è come un altro Comune Viaggio nelle società dove il centrodestra vuole operare il cambiamento di rotta
L’AQUILA. La Gran Sasso acqua è solo la prima a rinnovare i ranghi sotto la nuova bandiera del centrodestra. Ma quali sono le altre poltrone, e seggiole, in bilico nelle società comunali? È quasi un altro Comune. Le sei partecipate dall’ente (cui si aggiunge la controllata Gran Sasso Acqua spa, di cui il Comune capoluogo è azionista di maggioranza), da sempre considerate un bubbone, per i bilanci in rosso e i servizi carenti, ogni anno pesano sul bilancio con costi da capogiro, che si attestano sui 40 milioni ogni esercizio, se si sommano le spese per amministratori, revisori, personale e servizi. Sono 450 i dipendenti delle partecipate, per un costo vivo che si aggira sui 15 milioni. A questi vanno aggiunti quelli delle spese che il Comune sostiene per i servizi. Si va, in base ai contratti in essere, dai 14,5 milioni l’anno per l’Asm ai 3 milioni di rimborso all’Ama per il trasporto pubblico, fino ai 600mila euro al Centro turistico per la funivia e tutto il resto.
RIDUZIONE MANCATA. La promessa di ridurre le partecipate del Comune almeno della metà (nel piano erano previsti la privatizzazione del Centro turistico, il ritorno del Sed nell’alveo della macchina comunale e l’adesione dell’Ama all’azienda di trasporto unico regionale) è rimasta lettera morta sotto il centrosinistra di Massimo Cialente. Il quale, al di là di chiedere riduzioni del numero degli amministratori e minacciare «la mobilità o i contratti di solidarietà in caso di esuberi», non è riuscito ad andare, nel suo doppio mandato. Ci riuscirà il centrodestra?
I SEI POSTI NEL MIRINO. I capi delle società li ha scelti direttamente Cialente, senza sentire i partiti. Saranno rinnovati i vertici dell’Afm, l’azienda farmaceutica. Scaduto il mandato di Giorgio Masciocchi (iscritto al Pd), vanno coperti i posti dei revisori e sindaci. All’Ama (trasporto pubblico) la proroga in extremis in favore dell’amministratore unico Agostino Del Re (Cna) è una grana da risolvere per Biondi, visto che la scadenza del mandato è il 2020. Al Centro turistico l’amministratore Fulvio Vincenzo Giuliani (già candidato col Pd, 82 voti nel 2012) che sta seguendo l’appalto per la nuova seggiovia, ha il contratto per un altro anno. All’Asm l’avvocato Francesco Rosettini (ex Rifondazione, poi al seguito di Pelini nella migrazione verso il Pd) ha l’incarico fino ad aprile 2019. Al Centro servizi anziani è da rinnovare tutto il cda, presieduto da Venanzio Gizzi (ex Afm, Ater, Teatro stabile, Ferriera e altro). Infine, al Sed, il presidente Carlo Sandolo è a fine mandato.
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