Capistrello, lettere false e minacce a tutto il paese: arrestato

15 Dicembre 2015

Geometra di 53 anni ai domiciliari per decine di sms e telefonate con riferimenti sessuali a più donne e per lettere a compaesani in cui annunciava multe o crimini mai esistiti

CAPISTRELLO. Decine di sms con riferimenti sessuali volgari e offensivi, anche a una minorenne. Chiamate anonime in cui rimaneva in silenzio e poi una cinquantina di lettere inviate a suoi vicini di casa e a altri compaesani in cui intimava multe o indagini per crimini che in realtà non erano mai esistiti. I carabinieri della stazione di Capistrello hanno arrestato questa mattina, Fabrizio Lusi, 53enne geometra del posto. Il reato che gli viene contestato è lo stalking e si trova ora ai domiciliari.

A marzo i militari della caserma al comando del maresciallo Vincenzo Mella lo avevano già denunciato per una lunga lista di reati: atti persecutori, molestie, ingiuria, falso materiale e contraffazione di sigilli. Per diversi mesi, Lusi, come accertato dalle indagini portate avanti dal maresciallo Corrado Di Gregorio, ha terrorizzato i suoi compaesani, facendo credere loro che erano stati convocati dal ministero dell’Interno o da quello di Giustizia e in alcuni casi dal Cam o da altri Enti.  Ha scritto poi a delle donne del posto, offendendole con volgarità di ogni genere con chiari e volgari riferimenti sessuali.

Le indagini sono scattate dopo la denuncia di alcune delle persone raggiunte dalle lettere. Nelle missive si intimava di presentarsi nelle sedi di alcuni Ministeri, a seguito di indagini su spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione e altro. I militari hanno lavorato per mesi, risalendo a un unico autore, che scriveva quasi sempre in dialetto capistrellano. Un lavoro facilitato anche dal fatto che le lettere con sfondo sessuale erano tutte scritte a mano. In particolare, lo stalking con sfondo sessuale era diretto a una donna del posto  ed è andato avanti per oltre dieci anni. A “inchiodare” Lusi è arrivata anche una perizia calligrafica.

Quando a marzo i carabinieri si sono presentati nella casa del 53enne per perquisirla, hanno trovato fogli di carta intestata, sigilli, timbri falsati e alcune lettere. Tutto il materiale è stato sequestrato insieme a una agenda e al computer che secondo gli inquirenti era quello utilizzato per scrivere. Ad agosto, dopo un’attenta indagine, coordinata dal capitano della compagnia, Edoardo Commandè, Lusi è stato raggiunto da un primo provvedimento restrittivo, che consisteva nel divieto di avvicinamento alla donna alla quale da più di dieci anni mandava lettere oscene. Il provvedimento non è però bastato a scoraggiare Lusi, che su disposizione del gip del tribunale di Avezzano, Francesca Proietti, si trova ora ai domiciliari.