Capitale cultura 2024: tra i paesi candidati spunta Gioia dei Marsi

Il sindaco: segnale contro lo spopolamento delle aree interne Sono 24 le località italiane in corsa, in palio un milione di euro
GIOIA DEI MARSI. Gioia dei Marsi è tra i 24 paesi o città candidati a Capitale cultura 2024. Il Comune marsicano ha risposto alla manifestazione d’interesse del ministero della Cultura. Nell’elenco degli aspiranti ci sono Ala (Trento), Aliano (Matera), Ascoli Piceno, Asolo (Treviso), Burgio (Agrigento), Capistrano (Vibo Valentia), Chioggia (Venezia), Cittadella (Padova), Conversano (Bari), Diamante (Cosenza), Grosseto, La Maddalena (Sassari), Mesagne (Brindisi), Pesaro, Pordenone, Saluzzo (Cuneo), Sestri Levante (Genova), Siracusa, Unione Comuni Montani Amiata Grossetana (Grosseto), Unione Comuni Paestum-Alto Cilento (Salerno), Viareggio, Vicenza e Vinci (Firenze).
«È una candidatura che nasce dal cuore», commenta il sindaco di Gioia dei Marsi, Gianclemente Berardini, «in un momento in cui sembra sia fondamentale scegliere se andare via da questi piccoli paesi dell’entroterra oppure restare e riuscire a sognare ancora, noi abbiamo scelto la seconda opzione. Proprio oggi (ieri per chi legge, ndc) abbiamo ospitato due gruppi di ragazzi autistici che hanno visitato Gioia Vecchia, Sperone e altri scorci del nostro comune. Queste iniziative ci fanno capire che abbiamo un patrimonio alle spalle, come tanti paesi delle aree interne, un potenziale che spesso ignoriamo. Da qui è nata la voglia di tornare a scommettere, come abbiamo fatto in passato con il teatro di Dacia Maraini».
Per il sindaco Berardini la candidatura è gesto simbolico: «Come gettare un sasso nello stagno in un momento di grande preoccupazione e di grande impotenza. Non saremmo probabilmente neanche presi in considerazione però vogliamo crederci».
Al bando del ministro Franceschini hanno risposto 7 città al centro, 7 al nord e 10 tra sud e isole. Tutte le partecipanti dovranno presentare il proprio progetto che sarà sottoposto alla valutazione di una commissione di sette esperti di fama nella gestione dei beni culturali. La località vincitrice, grazie anche al contributo statale di un milione di euro, potrà mettere in mostra, per il periodo di un anno, «i propri caratteri originali e i fattori che ne determinano lo sviluppo culturale, inteso come motore di crescita dell’intera comunità». (e.b.)
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