Capitale della cultura 2021 Parte la corsa dell’Aquila

17 Gennaio 2020

L’AQUILA. Parte la corsa alla candidatura dell’Aquila a capitale italiana della cultura 2021. Forte del sigillo del riconoscimento Unesco a patrimonio immateriale della Perdonanza e della Transumanza,...

L’AQUILA. Parte la corsa alla candidatura dell’Aquila a capitale italiana della cultura 2021. Forte del sigillo del riconoscimento Unesco a patrimonio immateriale della Perdonanza e della Transumanza, a cui si aggiunge l’alpinismo con il Gran Sasso, il sindaco Pierluigi Biondi, chiama a raccolta tutte le associazioni culturali che operano sul territorio provinciale. L’idea della candidatura a Ccapitale della cultura è stata lanciata a novembre scorso, in occasione della firma della Carta dell’Aquila per la valorizzazione delle aree interne. E si è subito concretizzata trovando terreno fertile anche oltre i confini regionali, tanto che il sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, ha siglato un patto con Biondi per sostenere reciprocamente le rispettive candidature. Come momento iniziale, l’amministrazione comunale ha stabilito di attivare la fase partecipativa per mettere a punto il progetto per la candidatura. Il provvedimento, approvato ieri mattina in giunta, pone le basi per una collaborazione fattiva delle associazioni culturali «al fine di organizzare un incontro tecnico preparatorio per la definizione del dossier di candidatura». La comunicazione, pubblicata sul sito del Comune, amplia il raggio di azione «alle istituzioni, agli enti e alle rappresentanze della società civile». L’adesione all’iniziativa va comunicata entro le 9 di martedì 21 gennaio all’indirizzo capitalecultura2021@comune.laquila.it. «Nei prossimi giorni incontreremo, per un primo confronto, le istituzioni culturali iscritte al Fondo unico dello spettacolo, il Conservatorio, l’Università, i Laboratori del Gran Sasso, il Gssi e l’Accademia di Belle Arti. Dobbiamo dare vita a un progetto forte, curato in ogni suo aspetto, credibile, che tenga conto, in particolar modo, della coesione e dell’inclusione sociale, con specifico e marcato riferimento alle nuove generazioni. Aspirare a essere Capitale italiana della cultura non vuol dire solo dimostrare di possedere un vasto patrimonio culturale di varia natura», la riflessione del sindaco, «significa, soprattutto, far comprendere che siamo in grado di valorizzare la cultura come percorso di sviluppo economico e sociale». Un percorso che punterà sul rapporto tra cultura, salute, benessere, innovazione tecnologica e ambiente. «Per questo», conclude Biondi, «è necessaria una partecipazione ampia tra le realtà del territorio. Mi auguro che le adesioni siano tantissime. Abbiamo davanti un’occasione straordinaria per il rilancio economico e turistico del territorio aquilano e possiamo contare sul sostegno di un’altra importante città come Ascoli Piceno, il cui sindaco è stato il primo firmatario della Carta dell’Aquila. Siamo in possesso di opportunità validissime per vincere questa sfida. Dobbiamo saperle giocare bene, tutti insieme».
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