Capitale della cultura per il 2026: L’Aquila ci riprova, riparte la sfida

6 Luglio 2023

Presentata la manifestazione d’interesse al ministero, entro settembre va inviato lo speciale dossier Vittoria sfiorata nel 2022 quando ebbe la meglio Procida. Ci sono altre 25 città che ambiscono al titolo

L’AQUILA. Dopo essere arrivata tra le finaliste del 2022, ha ripresentato la propria candidatura come Capitale italiana della cultura per il 2026, insieme ad altre 25 città. Il Ministero della cultura ha reso noto che «sono ben 26 le città italiane e le unioni di Comuni che, entro il termine del 4 luglio, hanno inviato la manifestazione d’interesse per il bando Capitale italiana della cultura 2026. Presenti 14 regioni italiane, con un’ampia distribuzione geografica da nord a sud della nazione». L’ultima città a essere insignita del titolo è stata Agrigento per il 2025, preceduta da Pesaro che diventerà capitale nel 2024.
A UN SOFFIO DAL TITOLO
Il capoluogo d’Abruzzo aveva presentato la propria candidatura già in passato, per l’anno 2022. In quell’occasione a soffiare il titolo all’Aquila fu Procida, proprio al termine della corsa. Dalle 28 candidature iniziali, infatti, erano arrivate in finale Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Procida, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra. Per il 2025 la municipalità, invece, aveva scelto di appoggiare Pescina, risultata tra le dieci finaliste, unico Comune abruzzese a concorrere per ottenere il titolo. La città, tuttavia, non si è mai arresa e intende riprovarci.
IL DOSSIER
Per proseguire la corsa verso il titolo, le aspiranti Capitali dovranno perfezionare la loro candidatura inviando – entro il prossimo 27 settembre – un dossier che sarà sottoposto successivamente alla valutazione di una commissione composta da sette esperti indipendenti di chiara fama nel settore della cultura, delle arti, della valorizzazione territoriale e turistica. «Il dossier di candidatura» spiega il ministero «dovrà contenere: un titolo; il progetto culturale della durata di un anno, inclusivo del cronoprogramma e delle singole attività previste; l’organo incaricato dell’elaborazione e promozione del progetto, della sua attuazione e del monitoraggio dei risultati, con l’individuazione di un’apposita figura responsabile; la valutazione di sostenibilità economico-finanziaria del progetto culturale proposto; gli obiettivi perseguiti».
LE FINALISTE
Entro il 15 dicembre 2023, la commissione definirà la short list delle 10 città finaliste, e la procedura di valutazione – dopo l’audizione pubblica dei progetti finalisti entro il 14 marzo 2024 – si concluderà per il 29 marzo 2024 con la proclamazione della Capitale italiana della cultura 2026.
IN PALIO UN MILIONE
La città vincitrice, grazie anche al contributo statale di un milione di euro, potrà mettere in mostra, per il periodo di un anno, i propri caratteri originali e i fattori che ne determinano lo sviluppo culturale, inteso come motore di crescita dell’intera comunità.
LE ALTRE CONCORRENTI
Queste le 25 città che hanno presentato la candidatura: Agnone (Isernia) in Molise; Alba (Cuneo) in Piemonte; Bernalda (Matera), Moliterno (Potenza), Potenza e Maratea (Potenza) in Basilicata; Carpi (Modena) in Emilia Romagna; Cleto (Cosenza), Marcellinara (Catanzaro) e Cosenza in Calabria; Gaeta e Latina nel Lazio; Lucca, Massa (Massa - Carrara), Unione dei comuni Valdichiana senese (Siena) e Unione montana dei comuni della Valtiberina (Arezzo) in Toscana; Lucera (Foggia) e Unione dei comuni dei monti Dauni (Foggia) in Puglia; Nuoro in Sardegna; Pantelleria (Trapani) in Sicilia; Rimini in Emilia Romagna; Senigallia (Ancona) nelle Marche; Todi (Perugia) e Unione dei comuni “Terre dell’olio e del Sagrantino” (Perugia) in Umbria; Treviso in Veneto.
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