Capitale della cultura per il 2026: L’Aquila ottiene l’appoggio di Rieti

I sindaci Biondi e Sinibaldi sottoscrivono il piano d’azione per ottenere il riconoscimento ministeriale «La candidatura rappresenta un’importantissima occasione di rilancio delle aree interne e dei crateri»
L’AQUILA. A poche ore dall’annuncio che vede anche L’Aquila tra le 26 città italiane candidate a Capitale italiana della Cultura 2026, arriva il sostegno del sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi. Del resto, ampia parte dell’attuale territorio reatino fino al 1927 apparteneva alla provincia dell’Aquila. Nel 2022 il capoluogo d’Abruzzo è arrivato tra le finaliste, ora ci riprova puntando su un’operazione di rilancio e promozione delle aree interne e delle bellezze che in esse si possono trovare.
la nuova sfida
«La candidatura dell’Aquila a Capitale italiana della Cultura 2026», dice il sindaco Pierluigi Biondi, affiancato, in un video, dal primo cittadino di Rieti, «rappresenta un’importantissima occasione di rilancio delle aree interne. Grazie al sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, per il sostegno alla proposta di visione territoriale d’insieme che valorizza il legame storico tra i due territori e in particolare quelli colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016». Per Sinibaldi, si tratta di un sostegno «in rappresentanza di tutta l’area del cratere sismico, per cercare di dare voce ai nostri territori e per riscoprire l’unità d’intenti e strategica dell’Appennino centrale. Saremo al fianco dell’Aquila», sottolinea ancora il sindaco di Rieti. «Lavoreremo a un dossier insieme, per fare in modo che il nostro territorio viaggi unito». Secondo Biondi, «lo strumento migliore per riconnettere le comunità e per riallacciare i rapporti sociali passa attraverso la cultura».
CHI SONO LE CANDIDATE
È stato il ministero della Cultura a rendere noto che sono 26 le città italiane e le unioni di Comuni che hanno inviato la manifestazione d’interesse per il bando Capitale italiana della Cultura 2026. Per proseguire la corsa verso il titolo, le aspiranti Capitali dovranno perfezionare la loro candidatura inviando – entro il prossimo 27 settembre – un dossier che sarà sottoposto alla valutazione di una commissione composta da sette esperti indipendenti di chiara fama nel settore della cultura, delle arti, della valorizzazione territoriale e turistica. Poi si resterà col fiato sospeso fino al 15 dicembre, quando la commissione definirà la short list delle dieci città finaliste. Entro il 14 marzo 2024 si svolgerà l’audizione pubblica dei progetti finalisti e il 29 marzo ci sarà la proclamazione della città vincitrice. L’Aquila dovrà vedersela con Potenza, Maratea, Moliterno e Bernalda (Basilicata), Cosenza, Cleto, Marcellinara (Calabria), Agnone (Molise), Latina e Gaeta (Lazio), Alba (Piemonte), Treviso (Veneto), Carpi (Emilia Romagna), Lucera e Unione dei comuni dei monti Dauni (Puglia), Nuoro (Sardegna), Pantelleria (Sicilia), Rimini (Emilia Romagna), Senigallia (Marche), Todi e Unione dei comuni “Terre dell’olio e del Sagrantino” (Umbria), mentre per la Toscana Lucca, Massa, Unione dei comuni Valdichiana senese e Unione montana dei comuni della Valtiberina.
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