Capoluongo lascia e saluta L’Aquila: «Città responsabile nell’emergenza»

30 Maggio 2021

Il questore è atteso a Messina: traccia un bilancio dell’attività portata avanti durante il suo mandato Spaccio e mafia nigeriana, ma anche il contrasto alle violenze in famiglia nettamente aumentate

L’AQUILA. «Lascio questo territorio potendo dire di aver instaurato con le istituzioni, gli amministratori locali e le altre forze dell’ordine un rapporto di costante dialogo e di grande collaborazione».
Dopo circa 15 mesi di mandato, il questore Gennaro Capoluongo saluta L’Aquila per andare a dirigere la questura di Messina. Capoluongo era arrivato in città alla fine di febbraio dello scorso anno, poco prima che scoppiasse l’emergenza Covid 19.
IL COVID. «Questi mesi sono stati una palestra importante», ha sottolineato nella conferenza stampa di commiato. «Insediarsi nella questura di una città capoluogo di regione, che aveva già vissuto un’altra emergenza, quella del terremoto, durante la quale ai cittadini erano già state imposte limitazioni delle libertà, non era semplice. Ma devo dire che, al di là di episodi isolati, che abbiamo puntualmente sanzionato, le persone hanno mostrato grande responsabilità. Va sottolineato anche che, grazie alla prontezza avuta dal Dipartimento di pubblica sicurezza nel dotarci di tutti i dispositivi anti Covid, abbiamo avuto pochissimi contagi tra gli agenti e il personale. Il che ci ha consentito di svolgere con continuità il nostro lavoro».
REATI IN CALO. «In questo lungo periodo di pandemia», ha rimarcato Capoluongo, c’è stata, a livello sia cittadino che provinciale, una generale diminuzione del numero dei reati, e non poteva essere altrimenti viste le limitazioni imposte alla libertà di movimento «Ma è un calo frutto anche delle attività di prevenzione svolte dalla polizia sul territorio»
LITI FAMILIARI IN AUMENTO. «Quello che è aumentato, invece, è il fenomeno dei litigi in famiglia: lo stare chiusi in casa ha determinato situazioni di stress spesso sfociate in liti. Siamo dovuti intervenire frequentemente per riappacificare gli animi»
IL CONTRASTO ALLO SPACCIO. «Quando mi sono insediato», ha ricordato Capoluongo, «ho voluto fare un’analisi approfondita di quali erano le problematiche e le criticità relative alla pubblica sicurezza maggiormente presenti nel territorio. Da questa analisi è emerso che da parte dei cittadini c’era una diffusa sensazione di insicurezza legata al piccolo spaccio. Abbiamo fatto azioni mirate per contrastare questo fenomeno, portando a termine diverse operazioni, con arresti, sequestri e traffici interrotti».
MAFIA NIGERIANA. «Altre operazioni importanti che hanno contrassegnato il periodo di reggenza del capoluogo», ha aggiunto il questore, «sono state quella che ha sgominato l’organizzazione mafiosa nigeriana “Black Axe” – portando all’arresto di trenta persone, tra cui il capo del sodalizio criminale, che viveva proprio all’Aquila – e la recente ondata di perquisizioni compiute nei confronti dell’organizzazione neofascista “Ultima legione”».
PATTO PER LA SICUREZZA. Capoluongo ha voluto ricordare anche il lavoro avviato con la prefettura e i sindaci di tutti i comuni del territorio provinciale nell’ambito di un progetto finalizzato a estendere la videosorveglianza urbana.
«Con la tecnologia», ha concluso, «possiamo rimodulare in modo intelligente i nostri interventi, risparmiando e ottimizzando le risorse umane. Il concetto della pattuglia su strada resta fondamentale ma va rivisto nell’ambito di una rimodulazione e riorganizzazione generale del lavoro».
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