Caporalato, dal gip i due arrestati

Intanto continuano a essere ascoltati i braccianti pakistani sfruttati nel Fucino
AVEZZANO. Saranno ascoltati questa mattina dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Maria Proia, i due arrestati nell’ambito dell'inchiesta della Finanza sul caporalato nel Fucino. Sono in corso anche le audizioni di decine di pakistani che, secondo la tesi accusatoria, sarebbero stati sfruttati per mesi nei campi e costretti a lavorare anche 14 ore al giorno a 5 euro all’ora. La Procura della Repubblica di Avezzano ha infatti chiesto e ottenuto l’incidente probatorio volto a raccogliere, come prova, le testimonianze delle parti offese. L’inchiesta ha portato all’arresto di quattro persone, tre stranieri, di cui due ancora latitanti, e un italiano. Saranno sentiti il presunto contabile dell’azienda, Massimo Vagnoni, residente ad Ancona, dove si trova ai domiciliari, difeso dall’avvocato Raffaele Mezzoni, e Shah Aussain, assistito da Felice Iacoboni.
Si tratterebbe di lavoratori pakistani, alcuni dei quali avrebbero subìto soprusi e attività di sfruttamento finalizzati al lavoro nei campi. L’incidente probatorio, che non si è ancora concluso, è particolarmente difficoltoso soprattutto a causa delle differenze linguistiche presenti in Pakistan, dove ci sono svariati dialetti. L’operazione eseguita dalla Finanza di Avezzano con l’Ispettorato del lavoro si è conclusa giovedì mattina con le quattro misure cautelari emesse, ma l’inchiesta è ancora in corso. È ancora ricercato il pakistano, ritenuto la mente dell’organizzazione e il responsabile della società agricola con sede a Trasacco. Sarebbe volato all’estero già da tempo. Stesso discorso per un connazionale, anche lui latitante. Le ordinanze sono state emesse su richiesta dal procuratore Andrea Padalino Morichini, titolare dell’inchiesta. (p.g.)
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