Caporalato, l’appello della Cgil: «Le aziende devono collaborare»

2 Settembre 2023

Fenomeno in aumento, il sindacato chiede un tavolo di confronto permanente con i datori di lavoro Il segretario provinciale Antonetti: «Se non saremo ascoltati, i braccianti sono pronti a manifestare»

AVEZZANO. Il caporalato è vivo e vegeto. Lo certificano le assemblee svolte regolarmente con i braccianti agricoli del Fucino. Un serio confronto con i datori di lavori può essere l’arma in più per combattere questa piaga: è su questo che insiste la Flai-Cgil esprimendo, con una nota del segretario provinciale Luigi Antonetti, «grandissima preoccupazione per il fenomeno» che «stabilisce differenze di paga oraria per i lavoratori che svolgono la stessa opera nei campi l’uno al fianco dell’altro, facendo dei profitti su di loro, e chi non è d’accordo rischia di non lavorare più».
«Riteniamo indispensabile un serio confronto con i rappresentanti datoriali per affrontare questa brutta piaga», afferma Antonetti, «e combattere anche il cosiddetto lavoro grigio, cioè il lavoro a cottimo fuori busta paga, che toglie lavoro regolare a chi rimane a casa, che molti lavoratori sono costretti a fare per raggiungere un salario più dignitoso. Ma tutto ciò», osserva il segretario provinciale, «va anche a discapito delle aziende sane e serie che trattano i lavoratori secondo le norme previste sia contrattuali che di legge, ma con minori profitti e più costi».
La Flai-Cgil chiede perciò di «istituire un confronto periodico e di collaborazione tra le parti, anche per quanto riguarda l’integrazione e il ricollocamento lavorativo. Quest’ultimo non meno importante in quanto, a nostro avviso, è pane per i denti dei caporali, che il più delle volte utilizzano lavoratori nuovi arrivati in attesa di permesso di soggiorno della prefettura, che non conoscono la lingua e non sono qualificati, e diventano i soggetti più sfruttati dai caporali, a discapito dei lavoratori con maggiore esperienza e con regolare contratto di lavoro». Secondo il sindacato, se i caporali non avessero a disposizione questi strumenti avrebbero meno potere e importanza nel Fucino, «una zona dove il Pil prodotto è pari a circa un terzo di quello prodotto in Abruzzo».
La Flai-Cgil fa sottolinea infine che le assemblee, «oltre ad aver fatto emergere le preoccupazioni espresse dai lavoratori, hanno registrato anche una forte propensione a forme di proteste dagli stessi. Pertanto auspichiamo a stretto giro di avere una data di convocazione da parte dei rappresentanti datoriali delle società agricole del Fucino. Diversamente», chiosa il segretario provinciale, «non si esclude una mobilitazione di protesta dei braccianti del Fucino».
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