Cappella della memoria: il grazie di Vittorini alla Curia

12 Aprile 2015

L’AQUILA. «Ringrazio la Curia per la realizzazione della Cappella della memoria, ma mi rammarico che l’amministrazione comunale non sia ancora riuscita a trovare il modo, o non abbia voluto, per...

L’AQUILA. «Ringrazio la Curia per la realizzazione della Cappella della memoria, ma mi rammarico che l’amministrazione comunale non sia ancora riuscita a trovare il modo, o non abbia voluto, per dedicare uno spazio, o un monumento, alla memoria delle vittime del sisma. Avrebbe dovuto essere il primo gesto da fare, o almeno da cominciare a programmare all’indomani della tragedia, com’è successo nella città neozelandese di Christchurch (colpita da un sisma di magnitudo 6,3 nel 2011), dove poche settimane dopo venne realizzato un monumento dedicato alle vittime».

Vincenzo Vittorini, consigliere comunale – ma prima ancora marito e padre di due martiri del sisma – ringrazia con queste parole la Curia, «che è stata la prima istituzione dell’Aquila, a sei anni dal sisma, a realizzare un luogo importante non solo per i familiari, ma per tutta la città e anche per il Paese, perché si tratta di un luogo della memoria, intesa in senso positivo come ha detto l’arcivescovo il giorno dell’inaugurazione».

Vittorini sottolinea anche il significato profondo che la Curia ha voluto dare alla scelta del luogo in cui realizzare un piccolo «rifugio» del ricordo e della memoria: la chiesa del Suffragio, eletta già a simbolo del sisma del 1703 e diventata immagine cardine di quello del 2009. «Un luogo nel cuore della città, che passerà alla storia», aggiunge. Proprio come sarà per la Stele del Venerdì Santo dedicata ai martiri del terremoto: realizzata nel 2012 dalla Fondazione 6 aprile, è stata poi donata alla città. «La Cappella della memoria», prosegue Vittorini, «rafforza il simbolo della Stele, cui si affianca un luogo tangibile in cui chiunque può entrare e lasciare una preghiera, un pensiero e stringersi nel ricordo delle persone che non ci sono più».(m.g.)

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