Cappella in centro per commemorare le vittime del sisma

5 Aprile 2015

Allestita nel complesso di Santa Maria del Suffragio La pietra bianca richiama la purezza del Cristo Risorto

di CLAUDIO TRACANNA*

L’arcivescovo . Giuseppe Petrocchi, nel suo messaggio di Pasqua, ha voluto fare memoria anche dell’anniversario del terremoto che, nel calendario di quest’anno, segue immediatamente la solennità della Resurrezione del Signore. Scrive dunque il Pastore della Chiesa aquilana: «Il 6 aprile del calendario 2015 (sesto anniversario del sisma), coincide con il “lunedì dell’Angelo”, giorno in cui è annunciata la vittoria di Cristo sulla morte. Ricordiamo, una a una, le 309 vittime del terremoto, le loro famiglie e le persone che sono state ferite nell’anima e nel corpo. Le affidiamo tutte a Maria, Consolatrice degli afflitti, perché le renda partecipi della Pasqua del Signore». E il ricordo delle vittime quest’anno non terminerà nelle celebrazioni religiose e civili organizzate in occasioni del 6 aprile ma sarà vivo, oltre che nel cuore di tutti gli aquilani dove ormai è incancellabile, anche grazie alla Cappella della Memoria che sarà consacrata a fianco della chiesa di Santa Maria del Suffragio. Questa chiesa, meglio conosciuta con il nome delle Anime Sante, è legata al grande terremoto che sconvolse la nostra città e alla Confraternita del Suffragio (ormai scomparsa). La costruzione dell’edificio viene autorizzata dalla Curia aquilana il 30 settembre 1708. «Sorprende», fa notare il nunzio apostolico Orlando Antonini nella sua Architettura religiosa aquilana, «che un edificio di tal fatta e dimensione sia frutto non dell’iniziativa dei grandi enti ecclesiastici diocesani o conventuali della città, sibbene di una confraternita laicale, neppure tra le più antiche ed importanti». «È ovvio», nota ancora l’Antonini, che «il culto dei morti da parte degli aquilani, intensificato drammaticamente per i lutti del terremoto del 1703, dovè essere di tale stimolo da far affluire offerte su offerte». La struttura, curata direttamente dal romano Buratti allievo del Fontana, si sviluppa su un’aula rettangolare con volta a botte e fiancheggiata da due cappelle per lato. I due altari nel transetto sono invece stati trasportati nella nuova chiesa dalla vecchia sede della Confraternita in Via Rojo e sono stati realizzati nel 1679 dai mastri scalpellini lombardi Bernardo Ferradini e Pietro Pedetti. La facciata finemente barocca è stata realizzata dal mastro marmoraro Antonio Bucci, di origine pescolana, con blocchi di pietra bianca aquilana proveniente dalle cave di Poggio Picenze. Si è scelto di realizzare la «Cappella della Memoria» in due spazi: uno all’interno della struttura «Chiesa Santa Maria del Suffragio», che rappresenta il congiungimento con la struttura storica adibita all’azione liturgica e l’altro all’interno del complesso monumentale delle Anime Sante. Nel primo si è deciso di collocare nelle pareti laterali due lapidi con inciso il nome delle 309 vittime del sisma del 2009. Si è rappresentato così uno spazio liturgico celebrativo del «già e non ancora» tra la Chiesa che era stata eretta a suffragio delle vittime del terremoto del 1703, poi divenuta simbolo del sisma del 2009, e la parte di nuova realizzazione. Qui si è deciso di collocare nell’asse centrale, l’ambone, l’altare cubico e la sede. Questi elementi realizzati dallo scultore e artista aquilano Valter Di Carlo, sono tutti di pietra bianca, per richiamare il colore della purezza delle vesti candide del Cristo Risorto e la forza della pietra angolare che è Cristo Signore e per richiamare anche alla materia con cui sono costituite le nostre montagne che nel progetto creazionale di Dio hanno superato ogni catastrofe e terremoto, durando nel tempo e nella storia. Inoltre i materiali utilizzati prendono spunto anche da quelli già presenti nella facciata della chiesa, per porsi in continuità con questa e con la sua storia: la pietra bianca di poggio e il legno di faggio sono la materia della muratura e degli arredi. Sempre nella centralità della «Cappella della Memoria», attorniata da una cornice marmorea, è posta l’immagine della «Salus Populi Aquilani» protettrice della nostra città, a cui è stata riconsacrata la città e la diocesi dopo il sisma del 6 aprile 2009. «In Lei», è scritto nel messaggio pasquale dell’arcivescovo Giuseppe Petrocchi che consacrerà l’altare della cappella il prossimo 10 aprile anniversario dei funerali di Stato delle vittime « “Donna vestita di Sole” (cfr. Ap 12,1) risplende – come in uno specchio immacolato – la gloria del Risorto e da Lei si sprigiona verso ogni creatura il fulgore della Vita divina. Perciò, “come” Maria e “con” Maria, lasciamoci raggiungere dalla Luce della Pasqua, per riflettere, in ciò che siamo e facciamo, la verità, l’amore e la bellezza di Dio. Così, diventeremo anche noi “bagliori vivi” del Vangelo, lasciando intravedere, già da ora, la gloria del mondo che verrà!».

*parroco di Pizzoli