«Cara mamma ti lascio un saluto dalle transenne»
L’AQUILA. «Ciao mamma, perdonaci se anche quest’anno ti dobbiamo salutare da dietro le transenne. I cimiteri per i nostri politici possono aspettare la ricostruzione (voi non votate). Perdonaci mamma,...
L’AQUILA. «Ciao mamma, perdonaci se anche quest’anno ti dobbiamo salutare da dietro le transenne. I cimiteri per i nostri politici possono aspettare la ricostruzione (voi non votate). Perdonaci mamma, ti vogliamo bene. Spero che da lassù ci vedi dietro le transenne. Ciao mamma».
Non ha bisogno di nessun commento, né esegesi, questo messaggio che si può leggere su un foglio di carta attaccato col nastro adesivo facendo una visita al sacrario dei “Nove martiri giovinetti”. Nella parte sottostante le sepolture degli eroi cittadini, a pochi passi da un altarino dove vengono lasciati appoggiati lumini e mazzi di fiori, una barriera di transenne impedisce di raggiungere i loculi che compongono l’enorme edificio pericolante e pertanto inaccessibile.
Passata la ricorrenza del 2 novembre, il cimitero monumentale della città riprende l’aspetto di sempre. Con i secchi stracolmi di fiori marciti e la plastica volata in mezzo alle aiuole per colpa del vento impetuoso di questi giorni. È perfettamente al suo posto, sotto agli alberi dal lato di via della Polveriera, anche il campionario di immondizia (documentato dal Centro in un servizio pubblicato il 27 ottobre scorso) fatto di profilattici e fazzoletti di carta abbandonati tra il piazzale e l’aiuola che costeggia il muro di cinta. È cresciuta di numero la quantità di lumini lasciati accesi a debita distanza dalle lapidi, da parte di quei visitatori che non sono riusciti neanche quest’anno (il decimo 2 novembre dal terremoto) a togliere la polvere dalle foto dei loro cari. Anche in questo caso, nessun commento e nessuna esegesi sono necessari. (e.n.)
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