Carapelle respinge l’ipotesi dei migranti

Le voci social sul paese più piccolo dell’Aquilano: «Siamo anziani, non vogliamo tra di noi persone sconosciute»
L’AQUILA. Carapelle Calvisio ha poco più di 80 abitanti, ma è stato un borgo che ha fatto la storia dell’Aquilano. Tanti suoi “figli” oggi abitano all’Aquila, altri sono sparsi in Italia e nel mondo. Fra loro il legame è fortissimo, tanto che qualche anno fa è stata creata una pagina Facebook, “Quelli di .... Carapelle Calvisio”, che conta quasi 700 membri. E, da due giorni, si sono scatenati i commenti sulla vicenda del possibile arrivo in paese di 100 migranti che dovrebbero essere ospitati, per il periodo di quarantena, in una struttura della Caritas.
«Non può essere vero, è assurdo», scrive lapidario Francesco. Mariella gli fa eco: «Ma dico stiamo scherzando? Vogliamo ripetere l’esperimento delle case per anziani decimate dal Covid?». Una signora che abita fuori Italia si dice molto preoccupata: «Temo per la salute, la sicurezza e il benessere di tutte le famiglie e gli amici carapellesi. Bisognerebbe avviare una petizione e firmare tutti, anche via Internet. Carapelle è le nostre radici, i nostri antenati sono sepolti lì. Siamo stati decimati una volta dalla pestilenza del 1500 e abbiamo attraversato terremoti e tempi difficili. Siamo i carapellesi del mondo e abbiamo bisogno che le nostre voci siano ascoltate».
C’è anche chi la butta in politica: alcuni se la prendono con il governo, altri con la propaganda di chi vuole sollevare paure. Ma la gran parte delle persone pensa che portare 100 migranti a Carapelle non sia comunque una buona idea. Daniela, ad esempio, scrive: «Non ho niente contro gli immigrati, ce l’ho con chi li manda senza riflettere e senza pensare alle famiglie italiane in difficoltà».
C’è chi si appella al sindaco Domenico Di Cesare: «Caro sindaco, mi auguro che lei riesca a impedire questa follia! La pace e la tranquillità di Carapelle sono impagabili! Siamo in pochi, tanti anziani, abbiamo dei bambini. Non possono portare qui persone sconosciute».
Altri chiedono lumi su che cosa in realtà può accadere: «Sindaco, fai chiarezza e sii trasparente per favore».
Una suora originaria di Carapelle scrive ai suoi compaesani: «Scoprite bene la verità, documentatevi e poi fate tutto il possibile. Non è il rifiuto dei migranti, ma il rifiuto della scelta di un paese dove ci sono quasi tutte persone a rischio».
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