Carcere abusivo, ora il Tar chiama in causa il Comune

24 Marzo 2023

L’AQUILA. Una ordinanza “interlocutoria”. È quella emessa ieri dal Tar dell’Aquila in merito al contenzioso fra l’Aduc (amministrazione separata dei Beni di uso civico) di Preturo e l’Agenzia del...

L’AQUILA. Una ordinanza “interlocutoria”. È quella emessa ieri dal Tar dell’Aquila in merito al contenzioso fra l’Aduc (amministrazione separata dei Beni di uso civico) di Preturo e l’Agenzia del demanio che vede al centro la costruzione, oltre 30 anni fa, del carcere le Costarelle di Preturo dove è rinchiuso il boss mafioso Matteo Messina Denaro.
Un contenzioso che, come è noto, potrebbe portare persino a una ipotesi estrema, ma nei fatti possibile: la demolizione della struttura penitenziaria. Il Tar “sulla carta” doveva far eseguire una decisione della Corte di Appello di Roma-sezione usi civici del 2016, che ha stabilito in via definitiva che una gran parte del penitenziario è stato costruito su 4 ettari di terreno di uso civico sui quali ha giurisdizione l’Aduc di Preturo. Quindi o demolizione, o pagamento del terreno o accordo fra le parti per trovare una via di uscita. In verità il Tar, un po’ a sorpresa, ha rimescolato le carte buttando la palla sul campo del Comune dell’Aquila che finora non era stato mai coinvolto nel contenzioso.
Scrive infatti il Tar nell’ordinanza: «La Regione nel 2015, ha disposto di reintegrare, a favore della collettività dell’Aquila-amministrazione separata di Preturo, i terreni di natura demaniale civica» dove è costruito il carcere. «L’Agenzia del demanio» si legge ancora «nel marzo 2017 ha chiesto al Comune dell’Aquila di conoscere tempi e modalità per poter procedere all’acquisto previa sdemanializzazione dei terreni rivendicati dall’Amministrazione separata di Preturo. Il Comune dell’Aquila ha riscontrato la richiesta indicando la documentazione da produrre, necessaria per il completamento dell’istruttoria di sclassifica e di alienazione delle terre civiche oggetto di causa. Ritenuto che il quadro normativo di riferimento è sufficientemente chiaro, preciso e adeguato nel prevedere che il prezzo per l’alienazione delle terre civiche debba essere stabilito secondo il valore venale del bene e ritenuto che sono necessari, ai fini del decidere, approfondimenti istruttori, si chiede al Comune dell’Aquila, non costituitosi nell’odierno giudizio, una dettagliata relazione sui fatti di causa che indichi lo stato del procedimento di sdemanializzazione avviato e la determinazione del valore dei suoli da corrispondere ai sensi della cennata disciplina regionale, nonché il deposito di ogni documento utile ai fini della decisione. Il Comune dell’Aquila dovrà provvedere a tali adempimenti istruttori nel termine di giorni novanta (90) dalla comunicazione in via amministrativa della presente ordinanza». Tutto rinviato all’udienza «camerale» del 4 ottobre 2023. L’Aduc di Preturo in via informale critica l’ordinanza del Tar che tira in ballo il Comune e svela un carteggio del marzo 2017 fra Demanio e Comune di cui non si era mai avuta notizia. La sostanza è che dopo 40 anni di battaglie legali stravinte dall’Aduc siamo all’ennesimo rinvio. (g.p.)
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