Carcere, gli agenti pagano l’alloggio dentro la caserma

Polizia penitenziaria, la denuncia arriva da Nardella del sindacato Uil Chiesto l’intervento della senatrice Pezzopane che annuncia un’interrogazione
L’AQUILA. Hanno dichiarato lo stato di agitazione, gli agenti della polizia penitenziaria dell’Aquila che, stando a una recente circolare nazionale, si vedrebbero costretti a pagare, di tasca propria, l’alloggio in caserma per motivi di servizio. Un provvedimento che viene ritenuto penalizzante, per chi lavora in una città ancora in fase di ricostruzione e dove è difficile reperire abitazioni e soprattutto con affitti calmierati. Su questa vicenda, la senatrice del Pd Stefania Pezzopane annuncia un’interrogazione, per chiedere lo stralcio «di quanto dispone la circolare per tutti gli istituti penitenziari ricadenti nelle zone terremotate, nonché il ripristino della normale vivibilità delle stesse». Oltre agli oneri da sborsare, gli agenti penitenziari lamentano infatti anche lo stato di abbandono in cui si trova l’attuale caserma. «Evidentemente all’amministrazione centrale sfugge un particolare» afferma il segretario territoriale della Uil-Pa Polizia penitenziaria, Mauro Nardella, «e non certo poco importante. Nel 2009 un evento nefasto ha drammaticamente caratterizzato, e tuttora lo sta facendo, lo scenario sociale della comunità aquilana. Molte sono le famiglie senza casa e costrette a vivere nelle new town a seguito del terribile sisma che ha sconvolto lo scenario non solo orografico, ma anche e soprattutto sociologico. Ora l’amministrazione penitenziaria italiana vorrebbe riscuotere pigioni anche da persone che, malgrado siano state martoriate nel corpo e nella mente da un così terribile evento, non esitano a garantire il proprio dovere in uno degli istituti di pena più pericolosi d’Italia, con spirito di sacrificio e innata abnegazione». Nardella poi punta il dito sulle condizioni della caserma: «Ascensori non funzionanti, muri scrostati, servizi igienici scandalosi, manutenzione ordinaria del tutto assente. Ma l’aspetto più scandaloso sta nel fatto che un detenuto ristretto nel carcere dell’Aquila ha più spazio a disposizione nella sua cella, rispetto a un agente nella sua camera. Infatti i colleghi aquilani sono costretti a vivere, spesso in due, in pochissimi metri quadrati. Spazio di sicuro inferiore rispetto a quello che ha portato la Cedu a emanare una sentenza che sta di fatto prosciugando le casse statali, a seguito delle continue richieste di risarcimento danni avanzate dai detenuti. L’agente di polizia penitenziaria invece non solo non può chiedere il risarcimento», conclude Nardella, «ma deve addirittura pagare». La Uil chiede dunque lo stralcio dalla circolare degli istituti ricadenti nel cratere sismico e il rispetto delle norme di salubrità e sicurezza.
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