Carcere, spuntano droga e cellulari E un recluso aggredisce i poliziotti

14 Febbraio 2024

Un agente finisce in ospedale e nella sala colloqui un detenuto tenta di fare sesso con la moglie  Vicino al campo sportivo la scoperta del sacco pieno di telefonini e hascisc recapitato con i droni

SULMONA. Un sacco pieno di droga e di telefoni recapitato tramite droni, il rapporto sessuale tentato da un detenuto con la moglie nella stanza dei colloqui e il clima di tensione che ha portato ieri un poliziotto penitenziario di 50 anni, a finire in ospedale dopo l’aggressione subita da un detenuto campano. È questo il quadro allarmante che viene fuori dal carcere di massima sicurezza di Sulmona.
Nelle ultime ore è salita la tensione per il sequestro dei telefoni destinati ai detenuti e per la gestione dei colloqui tra reclusi e familiari. Gli agenti di polizia penitenziaria, nonostante la grave carenza di personale, hanno bloccato l’ingresso di otto telefoni e microtelefoni. Il “regalo” era arrivato dal cielo tramite droni. Telefoni, schede e perfino un quantitativo di duecento grammi di hascisc, sono stati trovati in un unico sacco, nel perimetro del carcere, vicino al campo sportivo dove i detenuti trascorrono l’ora d’aria. Ad accorgersi della consegna piovuta dall’alto sono stati gli agenti penitenziari che hanno sequestrato tutto il materiale rinvenuto e informato immediatamente la procura della repubblica di Sulmona per avviare le indagini del caso e risalire ai potenziali destinatari.
Non è la prima volta che i telefoni vengono recapitati nel carcere di Sulmona. Nell’ottobre del 2022 un detenuto fu sorpreso con tre micro cellulari in cella da cinque poliziotti penitenziari finiti in ospedale dopo la reazione del recluso, colto sul fatto. Da quell’episodio scaturirono perquisizioni a tappeto che portarono al sequestro di venti telefoni dietro le sbarre in uso a detenuti. Ma non è tutto.
L’inchiesta portò in seguito all’arresto di un agente penitenziario di 54 anni, accusato di aver introdotto tre microcellulari in carcere destinati ai detenuti. Nove reclusi sono finiti sotto processo. Uno di loro, l’altro giorno, è finito davanti al giudice del tribunale di Sulmona Concetta Buccini. La situazione, secondo le organizzazioni sindacali, rischia di diventare ingestibile alla luce della carenza di personale. Su una pianta organica di 227 unità, 60 agenti si trovano in malattia e altri 33 sono stati distaccati in altri reparti. «Gestire i fenomeni più delicati cominciare a diventare complicato», rimarcano alcuni rappresentanti sindacali. Sempre ieri, nella stanza dei colloqui, un detenuto campano ha minacciato di morte un agente, tentando di mettergli le mani al collo e scaraventandolo contro un cancello. Con i piedi di un tavolo il recluso ha poi tentato di aggredire altri agenti che, con professionalità, sono riusciti a tenere sotto controllo la situazione. Il poliziotto 50enne è finito in pronto soccorso dove i medici gli hanno diagnosticato lesioni giudicate guaribili in sette giorni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA