Carmen Consoli vuole il compenso Il caso Perdonanza in Cassazione

L’evento del 2003: a venti anni dal concerto non si chiude la causa civile intentata contro il Comune Fu quella l’edizione delle manifestazioni mai pagate, tra i debiti non onorati il Premio per la Pace
L’AQUILA. Sembra incredibile: sono passati quasi 20 anni e ancora non si chiude una causa civile fra una società di Roma “la On The Road” e il Comune dell’Aquila per un credito che la società vanta per un concerto di Carmen Consoli che si tenne nell’ambito della Perdonanza del 2003. Si tratta di una cifra che varia tra i 50.000 e i 75.000 euro che il Comune iscrisse tra i debiti fuori bilancio già 10 anni fa dopo una prima sentenza, emessa dal Tribunale di Roma, che risale al 2012. La notizia ora è che il caso è approdato in Cassazione che ha deciso, con una ordinanza, di chiedere un parere alle Sezioni unite della stessa Cassazione. Dunque, per mettere la parola fine sulla vicenda forse passeranno ancora anni. Il ricorso era stato presentato dalla “On The Road” perché la Corte di Appello di Roma – che si era pronunciata nel 2016 – aveva ribaltato in base a un cavillo giuridico (il mancato deposito del contratto quale fonte della presunta obbligazione di pagamento) la decisione di primo grado. La Perdonanza del 2003 resterà nella storia per avere organizzato gli eventi senza poi onorare la gran parte dei debiti. Ebbero problemi a farsi pagare anche Al Bano e Katia Ricciarelli due delle star dell’edizione 2003. Quella fu anche la Perdonanza – ufficialmente dedicata ai disabili – del Premio per la Pace che il Comune il 13 agosto (volarono a Bagdad il sindaco Biagio Tempesta e il dirigente comunale Quirino Cervellini) assegnò a Sergio Vieira De Mello, rappresentante dell’Onu in Iraq ucciso pochi giorni dopo, il 19 agosto, in un attentato. In primo grado il Tribunale di Roma dando ragione alla società aveva dichiarato «il difetto di legittimazione passiva dell’istituzione Perdonanza Celestiniana in quanto mancante della personalità giuridica» e aveva invece condannato il Comune al pagamento. Il “giochetto” se a pagare dovesse essere l’Istituzione Perdonanza o il Comune è stato al centro anche di altre cause civili dalle quali si evince che nel 2003 non fu pagato quasi nessuno. E alla fine si scoprì che il Comune non onorava nemmeno le cifre legate al Premio Perdonanza (non fu versato nulla neppure all’arcivescovo di Sarajevo Pulji’c). Furono anni di “sagre paesane” che con lo spirito celestiniano ebbero poco a che fare. Nel ricorso contro la decisione della Corte di Appello di Roma la società che aveva firmato il contratto per il concerto di Consoli aveva sottolineato che «la Corte ha sostenuto a torto che la On The Road non avrebbe assolto al proprio onere della prova» mentre secondo la società «la circostanza relativa al preteso mancato deposito del fascicolo di primo grado non sarebbe rilevante poiché tutto è stato depositato in cancelleria il 31 ottobre 2012, unitamente alla memoria difensiva sull’istanza inibitoria come risulta dal timbro apposto sull’ultima pagina delle citate memorie e dei documenti allegati alle stesse». Un “cavillo” che dovrà essere chiarito dalle Sezioni unite e poi se ne riparlerà.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

