Caro gas e luce, fornai stremati: stop ai costi o sciopero del pane

10 Novembre 2022

Il grido dei panificatori: «Gli aiuti arrivati finora sono insufficienti, va bloccato l’aumento dell’energia» Le imprese riunite da Confcommercio minacciano proteste clamorose fino a fermare la produzione

L'AQUILA. Bollette mensili quadruplicate. Passate in un solo anno da cinquemila a ventunomila euro. Costi insostenibili per i panificatori aquilani, che pagano a caro prezzo l’aumento di gas ed elettricità. Qualcuno è stato già costretto a ridurre la produzione e l’impiego dei dipendenti. Lavoro che si perde e imprese artigiane che rischiano la chiusura. L’idea è di panificare a giorni alterni per abbattere i costi, prima di arrivare alla protesta di piazza: lo sciopero del pane, con il blocco totale della produzione. All’Aquila era accaduto solo nei primi anni ’70, quando l'allora “padre” dei fornai del territorio, Pietro Cioni, finì anche agli arresti per interruzione del servizio.
LA STORIA SI RIPETE
Un balzo indietro di quasi mezzo secolo: il caro-energia sta mettendo in ginocchio i panificatori, tra i più colpiti dagli alti costi per far funzionari i forni. La categoria è sul piede di guerra: un folto gruppo di panificatori del comprensorio si è riunito nella sede di Confcommercio all’Aquila, per analizzare «la drammatica emergenza che la produzione locale sta attraversando ormai da troppo tempo a causa degli aumenti, a questo punto insostenibili, dell’energia». Presenti i principali panificatori della zona: da Ofena a San Gregorio passando per Peppinella e Baiocco.
GRIDO D’ALLARME
«Già nel luglio Assipan Confcommercio L’Aquila si era fatta portavoce dei problemi degli operatori», spiegano i presidenti di Assipan Confcommercio Lucio Marinangeli e di Confcommercio L’Aquila Angelo Liberati, «rivolgendo un accorato appello alle istituzioni locali e, in particolare al presidente della Regione Marco Marsilio, affinché sollecitasse interventi urgenti a favore del comparto, con l’adozione di valide e concrete misure di sostegno economico per contenere gli smisurati aumenti dei costi energetici».
Aumenti ai quali si affiancano, ormai da mesi, quelli delle materie prime: farina, lievito, olio, burro. «Le piccole imprese del territorio finora hanno fatto fronte, con grande difficoltà, all’accrescimento smisurato dei costi di produzione, evitando di ricaricarli sul prezzo finale dei prodotti e quindi sulle spalle dei consumatori», ribadiscono i rappresentanti della Confcommercio, «ma la situazione non è più sostenibile».
SCIOPERO DEL PANE
Panificazione a giorni alterni e diminuzione della produzione a favore di quella di dolci, le strategie finora adottate dai piccoli panifici artigianali del territorio. Qualcuno è stato costretto a ridurre il personale e i margini di guadagno, già poco incentivanti. Misure che non sono più sufficienti per arginare la crisi, «così come non sono assolutamente sufficienti le misure finora poste in campo dalle autorità governative, come i crediti di imposta o bonus energia», dicono i panificatori aquilani, che hanno costituito un tavolo permanente di lavoro. «Non esiteremo a porre in campo ogni azione e iniziativa», dichiarano Marinangeli e Liberati, «utile a sostenere, così come avvenuto in moltissime altre città italiane, la necessità di interventi urgenti e indifferibili, quali il blocco dei costi dell’energia e il loro ritorno ai livelli pre-emergenza, necessari per evitare una pesantissima crisi occupazionale e la chiusura di tante piccole imprese di panificazione, con il conseguente grave depauperamento della produzione artigianale di pane. Uno dei pilastri della economia eno-gastronomica del nostro territorio».
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