Caro pedaggi, il caso in Senato D’Alfonso: «Ricorreremo al Tar»

14 Aprile 2022

Per il presidente della commissione Finanze e Tesoro la giustizia amministrativa è l’unica strada Autotrasportatori sul piede di guerra. L’aumento del 34,75 % può scattare dal primo luglio

CARSOLI. Promuovere un ricorso al Tar che possa far valere le ragioni degli autotrasportatori contro gli aumenti delle tariffe autostradali su A24 e A25. Questa la proposta lanciata dal senatore Luciano D’Alfonso al termine dell’incontro sui rincari autostradali e sul diritto di accesso alla rete viaria degli autotrasportatori.
Le tariffe ipotizzate, che potrebbero scattare dal primo luglio con un rincaro del 34,75%, potrebbero costare più di una giornata di lavoro sia agli autotrasportatori che ai pendolari per motivi di studio o lavoro. Per questo c’è bisogno di trovare una soluzione ed evitare che interi settori possano rimanere paralizzati.
Nei giorni scorsi il comitato dei cento sindaci di Abruzzo e Lazio, guidato da Velia Nazzarro sindaca di Carsoli, ha scritto anche al premier, Mario Draghi, chiedendo di intervenire, dopo mesi di silenzi.
Il rischio, infatti, è che si possa arrivare al primo luglio senza una soluzione adeguata, penalizzando i pendolari delle due regioni.
il RICORSO AL TAR
Il presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato ha esposto la situazione in cui si trovano queste categorie di lavoratori costretti a sborsare ogni giorno cifre esorbitanti, destinate ad aumentare, per attraversare le autostrade A24 e A25, l’autostrada Adriatica e l’ex Atlantis/Aspi.
Secondo D’Alfonso, l’accesso alla rete autostradale «nel caso dell’Abruzzo scarica sugli utenti il pagamento fino a 100 euro per la tratta Pescara - Roma». Tutto ciò è legittimato dalla delibera Cipess che, neanche la Corte dei conti, evidenziando le criticità, è riuscita a fermare e per questo l’unica strada da percorrere è il ricorso al Tar. Per il democratico, quindi, «la strada della giustizia amministrativa risulta l’unica via in grado di ricostruire l’anomalia dell’accaduto».
ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA
Per Graziano Di Costanzo della Cna Abruzzo la situazione è insostenibile perché si potrebbero sfiorare i 450 euro di pedaggio per un singolo autotreno. Gli autotrasportatori non sono in grado di poter affrontare il vertiginoso aumento dei costi in discussione e di conseguenza secondo Fabrizio Vianale, direttore di Confartigianato Pescara, è sempre più raro individuare persone che vogliono investire nel settore. Pronti a sposare la battaglia legale anche Confimi Industria Abruzzo, con il presidente Luca Tosto.
ALLARME PEF
Durante il vertice convocato dal senatore D’Alfonso è stata sollevata anche la questione del Piano economico finanziario. Secondo il senatore Lucio Malan nel Pef verrebbe incluso un ristoro integrale del minore fatturato registrato nel 2020, rispetto al 2019, per un totale di 540 milioni di euro. A pagare, anche in questo caso, dovranno essere gli autotrasportatori per dare la possibilità alle autostrade di recuperare le somme previste.
©RIPRODUZIONE RISERVATA