Caro pedaggi: la lotta dei sindaci riparte dai caselli autostradali

24 Aprile 2022

Gli amministratori tornano in campo per scongiurare il salasso del 34,75% a partire dal primo luglio A sostenerli anche parlamentari e rappresentanti regionali. D’Alfonso: necessario il ricorso al Tar  

CARSOLI. Sindaci, parlamentari e autotrasportatori fuori dai caselli autostradali di A24 e A25 in segno di protesta contro l’aumento dei pedaggi del 34,75% che potrebbe scattare da primo luglio. Mancano poco più di 60 giorni e il comitato degli oltre 110 amministratori di Abruzzo e Lazio inizia a temere il peggio in assenza di risposte certe da parte del governo in merito all'approvazione del Piano economico finanziario che prevede lo stanziamento di 5 miliardi di euro per la messa in sicurezza di A24 e A25, già avviata dal concessionario. Il timore appunto è che Strada dei Parchi, dopo aver bloccato per sei mesi gli aumenti del 34,75% previsti già dal primo gennaio scorso, possa sbloccare i rincari in assenza di certezze sul nuovo Pef.
LA PROTESTA
Ieri mattina, alle 10, in prossimità del caselli autostradali di Castel Madama, Vicovaro-Mandela, Carsoli, Magliano de’ Marsi, Aielli-Celano, Pescina, Cocullo, Sulmona-Pratola Peligna, Colledara-San Gabriele, Tornimparte e Valle del Salto sono arrivati sindaci e amministratori che hanno iniziato a consegnare agli automobilisti e agli autotrasportatori in transito dei volantini per spiegare le loro ragioni. «I sindaci e gli amministratori di Lazio e Abruzzo dicono no ai rincari dei pedaggi autostradali e alle continue prese in giro», si legge nel volantino, «sì alla sicurezza sulle autostrade e ai fatti. Presidente Draghi, ministro Giovannini, parlamentari di Lazio e Abruzzo vogliamo soluzioni definitive». Tanti gli automobilisti che hanno espresso apprezzamento e sostegno per la battaglia.
IL SOSTEGNO
Numerosi i rappresentanti istituzionali che non hanno fatto mancare la loro presenza. Il portavoce del comitato dei sindaci, il primo cittadino di Carsoli, Velia Nazzarro, nei giorni scorsi aveva rivolto un invito a onorevoli, senatori e consiglieri regionali a prendere parte al sit-in. L’appello è stato raccolto e ieri fuori dai caselli autostradali c’erano gli onorevoli di Fratelli d’Italia Lucia Albano, Francesco Lollobrigida, Mauro Rotelli, Massimiliano De Toma, Rachele Silvestri. E ancora la deputata del Pd Stefania Pezzopane, il senatore di Forza Italia Nazario Pagano, l’assessore regionale Guido Quintino Liris, il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Umberto D’Annuntiis, il consigliere regionale Silvio Paolucci, il coordinatore regionale di Fdi Etelwardo Sigismondi e i dirigenti di partito Benedetta Fasciani e Riccardo Zazza. «È tra le più convinte battaglie che combattiamo per l’Abruzzo», ha detto Guerino Testa, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Abruzzo, «come ha dimostrato la solerzia del presidente Marsilio, e non cederemo un solo giorno allo scopo di impedire ulteriori gravi danni all’economia abruzzese». Per Paolucci «le istituzioni devono dialogare con il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili per trovare un percorso a tutela delle arterie, della loro sicurezza e che attragga investimenti, affinché gli utenti non debbano sostenere, da soli, il costo delle manutenzioni pagando pedaggi fra i più onerosi d’Italia». Il senatore Pagano è convinto che «per calmierare i prezzi e scongiurare gli aumenti sia necessario un accordo chiaro tra società concessionaria e governo affinché si comprenda che queste tratte autostradali sono utilizzate in larga misura da lavoratori pendolari che non possono assolutamente sostenere un aggravio di costi di trasporto così oneroso».
RICORSO AL TAR
Il senatore Luciano D’Alfonso ha ribadito: «Serve un confronto con il ministero delle Infrastrutture per chiedere e ottenere la ridiscussione degli impianti contrattuali del 2001. Questa sbagliatissima delibera Cipe del 2001 va assolutamente impugnata dinanzi al Tar del Lazio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA