Carsoli, macedone assolto dall’accusa di spaccio di droga
Era finito sotto accusa per spaccio di droga, ma è stato assolto dal tribunale di Avezzano perché il fatto non sussiste. Si tratta di Zenku Ajrula, 34 anni, di nazionalità macedone ma da anni...
Era finito sotto accusa per spaccio di droga, ma è stato assolto dal tribunale di Avezzano perché il fatto non sussiste. Si tratta di Zenku Ajrula, 34 anni, di nazionalità macedone ma da anni residente a Carsoli. Il suo nome era stato iscritto nel registro degli indagati nel 2017 per fatti risalenti all’anno precedente. Il giovane era accusato di aver nascosto delle sostanze stupefacenti nelle campagne nei pressi del bivio di Tufo, frazione di Carsoli.
Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dal procuratore Andrea Padalino e svolte dai carabinieri della stazione di Carsoli, il macedone era stato fermato a bordo di una Volkswagen Golf notata dai militari in pattugliamento mentre imboccava una strada che conduce in aperta campagna. I carabinieri si erano insospettiti perché l’uomo si era fermato più volte lungo il percorso. Un “via vai ” che aveva fatto scattare l’operazione. Il giovane era stato bloccato durante la notte in quella zona durante la notte. E nel c orso di una perlustrazione i carabinieri avevano trovato alcune dosi di cocaina contenute in un tubetto di pastiglie sotterrato nel punto in cui l’uomo era sceso dall’auto.
Così il 34enne era finito sotto inchiesta. Nel corso del dibattimento, però, è stato dimostrato che il giovane era estraneo ai fatti.
Il macedone era difeso dagli avvocati Gianluca e Pasquale Motta. (p.g.)
Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dal procuratore Andrea Padalino e svolte dai carabinieri della stazione di Carsoli, il macedone era stato fermato a bordo di una Volkswagen Golf notata dai militari in pattugliamento mentre imboccava una strada che conduce in aperta campagna. I carabinieri si erano insospettiti perché l’uomo si era fermato più volte lungo il percorso. Un “via vai ” che aveva fatto scattare l’operazione. Il giovane era stato bloccato durante la notte in quella zona durante la notte. E nel c orso di una perlustrazione i carabinieri avevano trovato alcune dosi di cocaina contenute in un tubetto di pastiglie sotterrato nel punto in cui l’uomo era sceso dall’auto.
Così il 34enne era finito sotto inchiesta. Nel corso del dibattimento, però, è stato dimostrato che il giovane era estraneo ai fatti.
Il macedone era difeso dagli avvocati Gianluca e Pasquale Motta. (p.g.)

