Cartelle Ici: 4 mesi per pagare

23 Dicembre 2014

Pratola, oltre mille avvisi ad altrettanti contribuenti. Il Comune concede una proroga dopo le proteste

PRATOLA PELIGNA. Mano tesa ai contribuenti di Pratola Peligna da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Antonio De Crescentiis. L’iniziativa è stata presa dopo aver raccolto le lamentale di alcuni cittadini che si sono trovati ad affrontare le difficoltà nate con l’accertamento Ici per gli anni 2009/2010. Da qui è stata approvata una delibera di giunta per spostare il termine di pagamento della tassa. Si tratta di un intervento straordinario destinato a dare, nel caso in cui l’accertamento sia effettivamente da pagare, da parte del contribuente, un periodo pari a 180 giorni in più.

«Da sempre siamo vicini alle esigenze della collettività» ha detto De Crescentiis «per questo abbiamo prorogato di 4 mesi, ossia di 180 giorni, l’eventuale pagamento della tassa che per legge era stata fissata a 60 giorni».

Un periodo di tempo che dovrebbe garantire di fare una prima verifica dell’eventuale dovuto, recandosi nell’ufficio tributi del Comune. Poi, nel caso in cui, l’effettivo ammontare della tassa, debba essere pagato, si potranno avere a disposizione giorni in più per scantonare la somma. Una strategia per arrivare al giorno del saldo in modo meno traumatico. L’intervento di spostamento in avanti della scadenza è nato per dare una risposta agli oltre mille residenti alle prese con accertamenti per circa 350mila euro. «Come amministrazione», conclude De Crescentiis, «siamo lavorando ad un riallineamento dei dati e garantire la regolarizzazione di annualità ancora rivedibili. Chiunque potrà rivolgersi all’Ufficio tributi e valutare la regolarità dell’atto di accertamento e far presente eventuali situazioni di comprovato disagio. Quest'ultime nel caso di necessità verranno prese in carico, in parallelo, dal servizio bilancio e dai servizi sociali. Siamo consapevoli che una parte dei cittadini è stata investita nell’accertamento, obbligatorio per legge, per versamenti non completi effettuati in buona fede e che un’altra parte si trova in difficoltà economiche».

Federico Cifani

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