Cartiera Burgo, sale la tensione
Gli operai impediscono l’uscita dei camion, arriva la polizia
AVEZZANO. Dopo la fumata nera dell’incontro al Ministero, si alzano i toni della protesta dei lavoratori della cartiera Burgo di Avezzano. Ieri mattina gli operai hanno impedito l’uscita dai cancelli di due camion che avrebbero dovuto portare fuori dell’amianto dall’azienda di via Leonardo Da Vinci. I lavoratori non hanno nemmeno permesso ai responsabili dei vari settori di entrare all’interno della fabbrica.
Nel piazzale antistante la cartiera sono arrivate anche due pattuglie della polizia. Gli operai hanno spostato il tendone offerto dalla Protezione civile, posizionandolo proprio davanti ai cancelli. «Come comunicato anche dalle segreterie nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Iul» commenta Gianluca Marianella, rsu aziendale, «riteniamo grave e inaccettabile l’assenza, all’incontro a Roma, dell’amministratore delegato Burgo, Paolo Mattei. Le risposte che ci hanno dato finora sono del tutto insufficienti, come quella di portare qui la produzione di cartoncini. Ci sembra più un voler prendere tempo e nulla fa sperare in una riconversione del sito. Ci stanno trattando come operai di serie B. Per questo inizieremo davvero a far sentire la nostra voce».
«A Roma abbiamo solo perso tempo», interviene Antonio Fiasca (Fistel-Cisl), che insieme ai colleghi Sigismondo Sansoni (Slc-Cgil), Alfredo Moschettini e Terenzio Galano (Uilcom-Uil) non lascia mai soli gli operai, «è ora che la Burgo faccia conoscere un concreto e reale piano industriale. Al prossimo incontro a Roma, pretendiamo si presenti anche la proprietà e quindi la famiglia Marchi e l’amministratore Mattei, che sono gli unici che possono prendere decisioni».
Intanto, gli operai dichiarano che nulla uscirà più dalla fabbrica. Nemmeno per la bonifica del sito, predisposta già da tempo, a causa dell’amianto presente in grande quantità. (m.t.)

