Caruso, primo giorno da presidente rieletto: la Provincia sia unita

Giuramento per i dieci consiglieri e messaggi agli sconfitti: «Daremo voce a tutta la popolazione, subito al lavoro»
L’AQUILA. Si è insediato il riconfermato presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, che ieri ha esordito con un discorso incentrato «sull’unità del territorio provinciale» e un appello ai consiglieri a «dare voce a tutta la popolazione, in particolare a quella che ha meno rappresentanza politica sul proprio territorio». Una risposta indiretta a chi, nella lista avversaria, guidata dal sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio, all’indomani del voto ha gridato al tradimento da parte della Marsica che ha preferito il sindaco di Castel di Sangro al candidato “nostrano”. Una rappresentatività rivendicata in cifre proprio dai consiglieri eletti che parlano di 24.540 voti raccolti dai candidati marsicani di Caruso, contro i 9.338 incassati dai candidati marsicani che sostenevano Giovagnorio.
La cerimonia si è tenuta ieri mattina nella sala consiliare del Comune dell’Aquila alla presenza degli eletti. La seduta è iniziata alle ore 11.30 e si è subito proceduto alla convalida del presidente e dei consiglieri eletti. Con il riconfermato presidente hanno giurato sei consiglieri di maggioranza, Vincenzo Calvisi, Gianluca Alfonsi, Dino Iacutone, Gabriella Sette, Nunzio Tarantelli, tutti di centrodestra, e Maurizio Proietti, unico eletto nella lista civica collegata a Caruso. Per la lista a sostegno di Giovagnorio (che non rientrerà in consiglio per via della mancata elezione) si sono insediati sui banchi dell’opposizione i consiglieri Antonella La Gatta, Fabio Camilli, Carmine Silvagni e Valter Chiappini. Ha proceduto alla proclamazione degli eletti consiglieri il presidente del seggio, il segretario generale della Provincia, Paolo Caracciolo. C’è stato poi il giuramento di Caruso. «Daremo voce a tutti e ci metteremo subito al lavoro», ha affermato, «perché abbiamo bacini elettorali da difendere ma esigenze da contemperare che riguardano tutti i cittadini, soprattutto coloro che, non avendo un peso politico di rilievo, rischiano di non avere voce». Ha poi rivendicato l’importanza e la qualità del lavoro svolto nel suo primo mandato: «Attività che ha permesso di ridare dignità all’Ente provinciale che dopo la riforma sembrava destinato a scomparire». Gli strascichi del post elezioni sono continuati anche nella giornata di ieri. Per Francesco Piacente, segretario provinciale Pd, «si apre nuova fase politica provinciale. La sconfitta di Vincenzo Giovagnorio ci rammarica, ma restano tutte le ragioni e la forza di un campo alternativo alla destra regionale. L’alleanza tra il nostro partito e le forze civiche di Abruzzo al centro e il Passo Possibile ha raccolto quasi 43mila voti ponderali riaprendo lo spazio di un campo largo europeista e antisovranista in provincia. Sapevamo che vincere era molto difficile. Con questo sistema elettorale, che va cambiato al più presto, se governi i grandi centri la vittoria la conquisti a tavolino. Biondi non si illuda di risalire la china grazie al risultato per la provincia condizionato dal voto disgiunto di qualche transfuga convinto all’ultimo minuto. La costruzione di una coalizione ampia, alternativa al Governo regionale, trova in queste elezioni provinciali un elemento di irreversibile novità politica verso le prossime elezioni regionali».
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