Casa degli universitari a rischio chiusura: scatta la mobilitazione

11 Marzo 2022

L’AQUILA. Potrebbe chiudere il prossimo 31 luglio la residenza universitaria all’interno dell’ex caserma Campomizzi, l’unica all’Aquila e la più grande in Abruzzo. La situazione, già denunciata alla...

L’AQUILA. Potrebbe chiudere il prossimo 31 luglio la residenza universitaria all’interno dell’ex caserma Campomizzi, l’unica all’Aquila e la più grande in Abruzzo. La situazione, già denunciata alla fine dello scorso mese dall’Unione degli universitari, preoccupa molto anche Luigi Antonetti, segretario generale Filcams-Cgil L’Aquila, che annuncia un sit-in per lunedì prossimo, dalle 15 alle 17, davanti all’Emiciclo, sede del Consiglio regionale. «A novembre 2021, era stata presentata dal consigliere regionale Americo Di Benedetto e approvata dalla V commissione consiliare della Regione Abruzzo, una risoluzione che impegnava il presidente della Giunta regionale e gli assessori competenti a intraprendere tutte le azioni necessarie alla risoluzione delle annose problematiche inerenti l’Adsu dell’Aquila» spiega in una nota. «In particolare l’attenzione era focalizzata sulla fine del comodato delle palazzine dell’ex caserma Campomizzi, prevista per i primi mesi del 2023, che attualmente ospita la residenza degli studenti, la mensa, oltre agli uffici amministrativi dell’Adsu, in attesa della definitiva ricollocazione nella ricostruita Casa dello studente». Secondo il protocollo d’Intesa stipulato dalla Regione, infatti, la caserma Campomizzi dovrà essere restituita al ministero della Difesa il 5 febbraio 2023, data che, cadendo a metà dell’anno accademico, verrebbe anticipata al 31 luglio 2022. «L’incertezza della situazione e la mancanza di reali soluzioni alternative mettono gravemente a rischio larga parte dei servizi che vengono attualmente erogati agli studenti e, di conseguenza, il lavoro dei circa 60 addetti che si occupano di tali servizi (mensa, portierato, pulizie e altro)» continua Antonetti. «Chiederemo al presidente Marco Marsilio e agli assessori Guido Liris e Pietro Quaresimale di rendere conto delle azioni intraprese e fornire soluzioni concrete per scongiurare i rischi». (m.c.)