Casa della musica intitolata a Dino

Folla alla cerimonia per onorare il giovane medico Palombizio
PRATOLA PELIGNA. La Casa della musica di Pratola Peligna è stata intitolata a Dino Palombizio. L’iniziativa è stata voluta per onorare la breve e intensa vita del medico morto a soli 25 anni da un incidente d’auto. La cerimonia si è tenuta nel piazzale davanti alla Casa della musica alla presenza della banda di Pratola Peligna, dove suona Maurizio, il padre di Dino.
In molti si sono ritrovati sul piazzale per applaudire all’iniziativa e stringersi ancora una volta attorno alla madre del giovane, Nunzia, al fratello gemello Mauro e ad Attilio, più grande di qualche anno.
«Una breve vita ma capace di fare di Dino un gigante», ha detto il sindaco Antonio De Crescentiis, tra i primi a proporre l’intitolazione della Casa della musica al giovane medico, «non lo conoscevo di persona ma sono rimasto molto colpito dall’affetto mostrato da tutti i suoi amici di Pratola, dai colleghi dell’università e da quello dei professori della Sapienza».
Il riferimento è all’incontro tenutosi nel prestigioso ateneo della Capitale in occasione dell’intitolazione a Dino Palombizio, e al suo collega Marco Niutta, anch’egli morto nell’incidente, di una sala di simulazione di clinica chirurgica della facoltà. Inoltre, proprio in questi giorni, la prestigiosa rivista scientifica americana “Echocardiography” ha pubblicato un articolo in inglese estratto dalla tesi di Dino Palombizio sulla risincronizzazione cardiaca.
«Siamo onorati di questa intitolazione», ha sottolineato Ennio Raffaele Benvenuto presidente della banda di Pratola, «fatta nel ricordo di un giovane dottore in medicina che, se il destino glielo avesse concesso, avrebbe di sicuro, con la sua capacità e passione, contribuito a salvare molte vite umane».
Durante la cerimonia sono stati eseguiti diversi brani diretti dal maestro Sonia Paolilli.
«Spero che il ricordo di un giovane brillante», ha affermato la Paolilli, «possa contribuire a infondere passione e impegno anche nei coetanei che troppe volte non tengono nella giusta considerazione il bene prezioso della vita».
Un lungo applauso ha accompagnato lo svelamento della scritta.
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